CREATIVITY

Dall’Art Directors Club Italiano una campagna contro la pubblicità sessista


13.05.2013

Continua l’impegno dell’Art Directors Club Italiano contro la pubblicità sessista. Il club, infatti, ha lanciato sul tema una campagna con l’obiettivo che le indicazioni della risoluzione europea del 3 settembre vengano tradotte in indirizzi chiari e in poche norme semplici e vincolati. Agli annunci, ideati dall’Adci, si accompagna una pertizione online, diffusa grazie a changes.org, rivolta a Josefa Idem, ministro per le Pari Opportunità, dello Sport e delle Politiche giovanili. “L’Art Directors Club Italiano riunisce i protagonisti del processo di creazione dei contenuti pubblicitari, accomunati da un obiettivo:migliorare la pubblicità in Italia – scrive l’associazione -. Stiamo fallendo il nostro scopo. Selezionare i migliori lavori, ogni anno dal 1986, non è bastato. Abbiamo scritto nero su bianco le buone regole del nostro mestiere nel manifesto deontologico Adci, l’abbiamo diffuso e pubblicato su Il Sole 24 Ore, nell’aprile 2011. Neanche questo è bastato. Dietro ogni campagna pubblicitaria che viene prodotta (decine di migliaia, ogni anno) ci sono tante decisioni prese da tante  persone: singoli professionisti, persone che lavorano nelle agenzie e nelle aziende, fotografi, registi… ancora troppi credono che la pubblicità deve vendere a qualsiasi costo, e che la pubblicità, così come la si sta facendo, vada bene e piaccia agli italiani. Non è vero”. A riprova un sondaggio commissionato nel marzo del 2013 all’Istituto Piepoli secondo il quale il 58% degli italiani è d’accordo nel ritenere che le pubblicità attuali trasmettano più messaggi negativi rispetto al passato. “Da addetti ai lavori – continua l’Adci -, possiamo dare il nostro contributo perché in Italia nuove norme sulla pubblicità sessista non restino solo ‘sulla carta’, come spesso succede alle buone intenzioni di difficile realizzazione, ma incidano in modo sostanziale migliorando le pratiche della nostra professione”.