CREATIVITY

Alex Brunori: “I vizi della comunicazione italiana legati al Carosello”


06.05.2013

Appuntamento questa sera su Rai 1 alle 21,10 con la prima puntata

 

L’attesa è finita. Questa sera alle 21,10 prenderà il via il primo appuntamento con Carosello Reloaded, il format concepito dal dg di Sipra Fabrizio Piscopo.  A partecipare al primo appuntamento gli spender Eni, Conad, Ferrero e Wind. Proseguiamo le puntate con l’intervista ad Alex Brunori, Executive Creative Director di McCann Worldgroup. “Mi sembra una grande idea e una notizia di assoluto rilievo per noi, soprattutto per un format, indipendentemente dai parallelismi col passato, innovativo e fortemente orientato alla qualità creativa. Sarebbe fantastico se anche in Italia avessimo, come succede in America per il Superbowl, o ogni quattro anni in occasione delle Olimpiadi, la possibilità di fare campagne magari one-off ma importanti, basate sullo storytelling e compiutamente al servizio della brand equity”.

Il creativo invita però a fare attenzione, perché “è possibile far risalire proprio a questa trasmissione la nascita di due ‘vizi’ della nostra comunicazione che sono alla base della maggior parte delle critiche che ci vengono rivolte dalla comunità internazionale quando ci accusano di non saper produrre buona pubblicità. La prima è la consuetudine di vendere, più o meno, qualunque cosa con delle micro commedie all’italiana, che però sono spesso del tutto slegate dalla brand equity o dalle caratteristiche del prodotto o servizio pubblicizzato. Il secondo ‘peccato capitale’ è un utilizzo smodato dei testimonial. Anche in questo caso, vista la natura del programma, i filmati erano girati da registi spesso televisivi e avevano come attori i volti noti del piccolo schermo. E anche qui non stupisce che la consuetudine di affidare proprio a volti noti l’impatto del brand sia sopravvissuta alla trasmissione. Molto interessante, infine, la possibilità di realizzare oggetti di lunghezza differente da quella canonica, e a volte costrittiva, dei 30”, come abbiamo fatto noi di recente con lo spot Fiorucci, andato on air il giorno successivo alle elezioni in un formato da 90” e disponibile anche in un formato da 2’15”. Nell’epoca dello storytelling e dei contenuti liquidi, per i pubblicitari potere lavorare con più libertà sulla creazione dell’immaginario legato alla marca è davvero una bella notizia. A patto, come detto, di non ripetere gli errori del passato”.