ESCLUSIVE
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26/06/2007 14.47

That’s America...

La nuova puntata del serial Lavazza come gag non è particolarmente divertente, né, forse, riuscita come effetto promozionale. Ma che importanza ha, ormai? E’ chiaro che, trattandosi del caffè più bevuto in Italia, almeno stando alla pubblicità (che è quanto di più autoreferenziale ci sia), il rapporto col pubblico è ormai tanto consolidato che, come per il confetto Falqui, basta la parola, cioè la presenza in video. Dunque, stavolta l’attore che interpretava lo zio scozzese di Bonolis, ovviamente tirchio, è diventato un texano col cappellone. Perso nel tempo e nello spazio ogni rapporto di parentela, si presenta tra le anime beate del paradiso per proporre il suo business: costruire in quello spazio sconfinato centri commerciali, alberghi, pompe di benzina e grandi parcheggi. Visione che, agli occhi di San Pietro, appare, come dice, ‘un vero inferno’. E qui vale la pena di fermarsi, per notare che la pubblicità, per una volta, mettendosi nei panni di un santo (e fondatore di santa romana chiesa), condanna senza scampo l’immagine dell’America con tutto il suo commercio, cioè condanna la sua stessa fonte di vita. E’ vero che si tratta di una parodia molto scontata, con quel texano da barzelletta, che porta il caffè nel secchio e parla come un mafioso, ma quel che conta è il commento del santo. Interpretato come sempre da Riccardo Garrone, questa volta cambia un po’ ruolo e rappresenta quasi la voce dal sen fuggita dello spettatore. Mentre Bonolis e Laurenti si limitano a fare la figura dei maestrini noiosi che spiegano, come si dice a Milano, la rava e la fava, culminando in una battuta finale che non fa ridere ed è anche abbastanza difficile da riferire. Dice Bonolis: ‘ Voi americani siete andati sulla Luna, ma il caffè lasciatelo fare a noi. Perché, quando uno beve Lavazza, può dire: ah, quant’è buono. Mentre, quando uno beve il vostro, dice ah..qua…e basta, perché acqua è’. Chissà quanto ci avranno pensato i soliti creativi, che hanno infranto il tabù americano, ma non hanno trovato una conclusione comica al conflitto inscenato. Ci voleva qualcosa di più, ci voleva uno scarto, uno scilinguagnolo, una insensatezza alla Totò. Ma purtroppo gli sceneggiatori avevano già dato molto nella prima parte e non si può avere tutto dalla vita. Figurarsi dalla morte.

Maria Novella Oppo

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