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11/02/2011 19.40

Sulla scena editoriale torna il mito "L'Ora" di Palermo

Torna il marchio "L'Ora", il leggendario quotidiano siciliano nato nel 1900, su una testata di giornale
Sulla scena editoriale torna il mito "L'Ora" di Palermo Ce ne vuole di coraggio per rispolverare il marchio “L'Ora” e piazzarlo di nuovo su una testata di giornale. Il leggendario quotidiano siciliano nato nel 1900 per iniziativa della famiglia Florio, dal dopoguerra diventato punto di riferimento per il giornalismo di inchiesta, ispiratore della prima commissione parlamentare su Cosa Nostra, oggetto di gravi intimidazioni fino agli omicidi di Cosimo Di Cristina, Giovanni Spampinato e Mauro De Mauro. Un pezzo di storia italiana, specie sotto la direzione del compianto Vittorio Nisticò, che sospende le pubblicazioni il 9 maggio 1992 e che ora rivive grazie all'impegno di tre ex redattori, Vittorio Corradino, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Il 10 febbraio 2011 esce il primo numero de “I quaderni dell'Ora”, mensile di approfondimento su cronaca giudiziaria, politica, economia e cultura. Il formato è quello di un quaderno di 128 pagine. I contenuti – scrivono i promotori – sono ispirati “alle radici di un giornalismo tradizionale, quasi artigianale, che ha un unico punto di riferimento l'articolo 21 della Costituzione”. L'iniziativa parte col botto. Cinquanta pagine di dossier sulle “STragioni di Stato”, con una notizia in esclusiva. Per la prima volta da quando si indaga sulle stragi di mafia, una Procura della Repubblica – quella di Caltanissetta – contesta l'aggravante per terrorismo a un indagato, Lorenzo Narracci, ex agente segreto del Sisde, accusato di essere coinvolto nella strage di Via D'Amelio, dove morì Paolo Borsellino.

I quaderni dell'Ora” si dichiara giornale indipendente “che ha scelto di non avere padroni, che ha deciso di autofinanziarsi per avere come unico punto di riferimento il lettore e la sua sete di informazione”. È guidato da una cooperativa, la Micromedia scarl, mentre per la pubblicità si appoggia all'agenzia “Free Press” di Vinicio Boschetti. Un po' come il vecchio “L'Ora” dal 1979 fino alla chiusura, quando una cooperativa di giornalisti e amministratori si prese carico dell'attività editoriale che il Pci – proprietario della casa editrice Gate – aveva intenzione di chiudere.

A Pubblicità Italia Vittorio Corradino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ha dichiarato. “L’idea è stata elaborata relativamente poco tempo fa. Lo scorso dicembre ho incontrato Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco e ci siamo detti: perchè non rimettere in sesto L'Ora? In pochissimo tempo abbiamo contattato molti elementi della vecchia redazione e siamo riusciti a partire a febbraio”.

“Siamo indipendenti – ha aggiunto - perché non abbiamo altri finanziatori esterni se non i membri della cooperativa, che comprende, oltre al sottoscritto, Lo Bianco e Rizzo, soltanto l’architetto Letizia Palagonia. Le entrate pubblicitarie sono molto limitate (nel primo numero solo 8 pagine su 128, ndr), ma il progetto pensa in grande. Entro qualche mese è prevista infatti l'uscita di un'edizione nazionale, con un diverso formato e alcuni contenuti alternativi”.

È stato costituito anche un comitato di garanti: il magistrato antimafia Antonio Ingroia, la regista teatrale Emma Dante, il docente Vincenzo Provenzano e il consigliere comunale di “Un'altra storia” Antonella Monastra. La testata vanta inoltre prestigiosi collaboratori tra cui Attilio Bolzoni, Marco Travaglio, Saverio Lodato, Francesco La Licata, Enrico Bellavia e Franco Nicastro.

http://www.iquadernidelora.it/
http://www.facebook.com/pages/I-Quaderni-de-lORA/130522147001202?v=wall
Antonino Fricano

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