La pubblicità, per sua natura, è ottimista, berlusconiana perfino. E, come in guerra e in amore, tutto è lecito per dimostrare quello che non si può dimostrare e cioè che la guerra è bella, l'amore eterno e il prodotto il migliore dei prodotti possibili. Ma, accettato questo (falsissimo) quadro di riferimento, non tutte le campagne sono uguali e non tutti gli spot riescono col buco.
Ora, per esempio, ai creativi è stata affidata la missione impossibile di far amare le banche ai clienti. Ma è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un banchiere (o un manager) nel regno dei cieli. Semmai, si può puntare su alcuni servizi, come la carta Visa, che ora si propone, all'inizio di uno spot, con l'immagine di un uomo nudo, ma in qualche modo vestito di deplorevoli scarpe e calze. Quando si sa che, almeno per noi donne, se un uomo vuole spogliarsi, deve cominciare dalle calze. Comunque, nel film in questione, la nudità dura poco; solo il momento di affrontare una metaforica corsa nel deserto. Mentre poi, tutte le altre difficoltà della vita sono raccontate come una continua vestizione. Che consente all'uomo di arrivare, alla fine della corsa e della metafora, non solo completamente, ma anche elegantemente vestito, al matrimonio. Coronamento di un sogno preso al volo, con una citazione rovesciata del mitico finale del Laureato, dove il matrimonio veniva impedito con la fuga della sposa. Invece qui, per effetto salvifico di Visa, tutto procede come previsto. Perché la carta di credito ci aiuta in ogni circostanza della vita, che può anche essere piena di imprevisti, ma in pubblicità è sempre una corsa dal bene al meglio. Peccato che, nella realtà, l'assistenza di Visa non sia propriamente gratuita e magica come appare nello spot. Che comunque racconta la volata del titolare, come una meravigliosa e asociale gara olimpica che ognuno corre con se stesso.
Analogamente, in un altro spot, si vedeva una donna correre al lavoro rubando indumenti dal finestrino dell'automobile, per riuscire, alla fine, a presentarsi quasi decentemente vestita a una riunione importante per lei. Ma, purtroppo, non ricordiamo più quale fosse il prodotto. Segno che lo sforzo della donna in carriera, e soprattutto dei creativi, non è rimasto inciso nel marmo della memoria di burro del consumatore.