ESCLUSIVE
04/07/2007 14.29
Meglio cambiare, nè…?
Per sgradevole che sia, non si può negare che la lunga campagna dei telefonini 3 abbia introdotto parecchie novità nel panorama degli spot italiani, anche se sono novità che sicuramente non varcheranno le frontiere. In origine, se ricordiamo bene, era Claudio Amendola, con le figlie adolescenti. E già qui il commercio si mischiava laicamente con gli affetti familiari. Poi sono arrivati personaggi tratti dalla cronaca rosa, come la giunonica Valeria Marini e il suo ‘fidanzato’ Cecchi Gori, che quasi quasi si sono lasciati in diretta pubblicitaria. Coppia scoppiata come tante altre, inseguita dai paparazzi, ma non chiacchierata quanto Elisabetta Gregoraci, una che per avere qualche passaggio in Rai avrebbe concesso molti passaggi a chi di dovere (e piacere). Portando in uno spot, con la complicità di Pippo Baudo la ragazza di Briatore (e altri) lo spot ha rotto con il mondo benpensante della comunicazione commerciale, con la famigliola del mulino bianco e anche con quelle normali, che litigano, ma senza finire nella rete dei magistrati. Contemporaneamente, la campagna 3, dopo la cronaca rosa, ha sfiorato la cronaca nera e ha sfidato in volgarità i reality e i talk show televisivi, confondendosi spericolatamente con il loro linguaggio. Poi, forse nel tentativo di allargare il campo al gossip internazionale, ecco arrivare in pista anche la campionessa mondiale delle ragazze di poca virtù: Paris Hilton, ricca da far schifo ma Gregoraci dentro. Una che, pur senza averne bisogno per sbarcare il lunario, non passa giorno che non faccia scandalo. Incapace di tutto, fuorché di riempire copertine, viene ingaggiata per dire (malissimo) una piccola insulsa battuta (‘meglio cambiare’) accanto a quel rustico Claudio Amendola che era stato l’iniziatore della serie. Poi capita che Paris Hilton viene costretta dalla giustizia ad andare in galera (sorte estrema cui anche le peggiori di solito sfuggono) e, mentre viene fotografata in lacrime all’ingresso della prigione, in Italia vanno in onda gli spot che la prendono in giro. La scatenata Littizzetto non trova cavaliere motorizzato che la voglia, ma in compenso ripete la battuta (‘meglio cambiare, no?’) con tutto il talento che l’altra non ha. Doppia crudeltà verso la povera miliardaria che, negli stessi giorni, veniva difesa perfino dal quotidiano comunista Liberazione. Perché anche i ricchi piangono. Ma molto meno di quanto piangono poveri.
Maria Novella Oppo