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21/02/2011 07.14

Marco Candida, il primo scrittore 2.0

“Senza il web non esisterei”
Marco Candida, il primo scrittore 2.0 Perché uno scrittore sconosciuto, il 32enne di Tortona Marco Candida (nella foto con la scrittrice Karen Russell), s'è meritato intere pagine sul Corriere della Sera e Libero? “Senza il web non esisterei”, Candida lo ripete a ogni intervista. Dalla provincia d'Alessandria agli Usa, sino a vedersi pubblicato un racconto nella prestigiosa antologia Best European Fiction, uscita a dicembre, accanto a Hilary Mantel, vincitore del Booker 2009, Ingo Shulze, Enrique Vila-Matas e il curatore, il bosniaco Aleksandar Hemon, che il New Yorker ha definito “il nuovo Nabokov”.

“Per qualche giorno – ha dichiarato Candida a Pubblicità Italia - mi sono trovato nella strana condizione di essere famoso per non esserlo. Si parlava di me specificando ogni volta che non mi conosceva nessuno. Ora che ci penso forse sono stato presentato come autore sconosciuto per non presentarmi come autore misconosciuto. È possibile. Se un artista è tanto bravo da finire in un'antologia americana con un titolo come quello, allora come mai in patria non lo conosce nessuno?”.

In Italia ha pubblicato cinque romanzi con piccole e piccolissime case editrici. Scoperto dallo scrittore Giulio Mozzi, quando curava la collana “Indicativo Presente” della Sironi, con il suo romanzo d' esordio La mania per l'alfabeto (2007), Candida ha poi pubblicato con Eumeswil (Domani avrò trent'anni, 2008), Intermezzi (Il mostro della piscina, 2009) e Las Vegas Edizioni (Il diario dei sogni, 2008, e l'ultimo, Il bisogno di segreti, 2011).
Attualmente, oltre a una serie di collaborazioni, cura il suo blog e ha fondato e gestisce il portale WebSite Horror.

“La rete – ha dichiarato - mi ha permesso di stringere amicizie e far conoscere quel me stesso che quando scrive indossa delle capacità. Si è trattato solo di scrivere e farsi notare: mandando e-mail, segnalandomi a volte anche in modo ingombrante. Lottando. Cosa che nella vita di tutti i giorni io non so fare. Senza la rete avrei dovuto usare il me stesso che non scrive, che è debole, insicuro e impacciato, per far conoscere i miei lavori e credo proprio che non ce l'avrei mai fatta”.

Ma il vero salto di qualità Candida l'ha compiuto “scoprendo” l'America. Grazie alla traduttrice Elizabeth Harris, che ha tradotto il suo primo romanzo La mania per l'alfabeto, Candida ha potuto iniziare una serie di letture pubbliche negli Usa. Inoltre, estratti del suo romanzo sono stati pubblicati su The Literary Review e Word whitout Borders.

“Le differenze con l'Italia sono molte – ha spiegato Candida - Ho pubblicato un racconto per un sito web e sono stato pagato trecento dollari. È vero che si tratta di un sito molto prestigioso ma altrettanto vero è che in Italia non conosco nessun sito prestigioso che paga i suoi contributors. Ma secondo me per farsi un'idea delle differenze basta frequentare Facebook. Ci si accorgerà presto che gli amici italiani sono spesse volte nervosi e si lamentano. Diversi sono invece gli amici americani. Molto più spensierati”.
Antonino Fricano

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