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16/11/2007 17.28

L'anima lieve dello spot

La poesia ha diritto di cittadinanza in pubblicità, il genere di comunicazione per sua natura più mercificato? Difficile dirlo e molto raro verificarlo.Ma, se è possibile trovare qualche accenno poetico nelle campagne di stagione, allora forse il merito va agli autori del nuovo spot Lavazza. Quello che, pur continuando a far conto sulle scontatissime facce di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, poco celestiali ospiti del paradiso del caffè, riesce a sorprendere per la sua lievità. La situazione rappresentata è quella della gita scolastica, offerta da Lavazza ai ragazzini, che in cielo vengono promossi fin dal primo giorno di scuola, perché sanno già tutto. San Pietro li chiama uno a uno per comunicare loro risultato e premio. Le anime non sempre buone di Bonolis e Laurenti si meravigliano della stravaganza, ma subito si adattano, preparandosi alla escursione coi bambini. Laurenti, ritrovando tutta l'ingenuità del suo primo personaggio, si prepara a salire sul pullmino portando con sé un vasetto da cui spunta qualche foglia verde. Bonolis gli domanda: ma che ci fai col basilico? E quello risponde: Nel caso che ci perdiamo… mi porto la piantina'. Niente più che un gioco di parole, che assume un valore surreale per la bravura dei due testimonial, sempre più capaci di scambiarsi i ruoli di comico e di spalla.Mentre negli ultimi episodi della ormai lunga serie, ai due era capitato di interpretare anche gag meno aeree, ricalcando luoghi comuni da barzelletta. Come gli scozzesi per forza tirchi, i cinesi che copiano tutto da noi, compreso il caffè e gli americani che salgono in paradiso con i loro macchinoni e vorrebbero impiantare anche lassù i loro mega centri commerciali. Con i pochi, e già a lungo sfruttati, mezzi narrativi a loro disposizione, i creativi, almeno in questo caso, sono riusciti a raggiungere l'effetto desiderato e cioè una comicità poetica, molto rara anche nella commedia all'italiana, cui questo tipo di spot si ispira. Giusto il contrario del classico 'stupirci con gli effetti speciali' e anche del filone cinematografico più vanzinesco e grossolano. Quello che continua a percorrere, per esempio, il vigile Persichetti di Christian de Sica, abbarbicato alla sua imitazione di Alberto Sordi, l'arciitaliano che, nonostante la mitica avarizia, non ha voluto logorare il suo personaggio in lunghe campagne pubblicitarie.Ma non ha potuto impedire che venisse logorato e sfruttato da altri. Maria Novella Oppo

Maria Novella Oppo

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