Magari. Peccato che la pubblicità abbia sempre quel suo secondo fine, che lascia ben poco credito ad altri magari più benefici. Se no, potremmo anche credere alla Coca Cola, la più globale merce del mondo, quando fa parlare in suo nome una ragazzina dal forte accento toscano. Una ragazzina che ama la nonna, la bici più delle auto di lusso, i pranzetti casalinghi più dei ristoranti e naturalmente il ragù, quello che ci vogliono almeno tre ore di cottura e di vita della mamma. Una ragazzina, si potrebbe dire, del secolo scorso, che non a caso ha fatto infuriare gli albergatori e riempito internet di parodie.
Si vede che anche la bibita globale risente, se non della crisi del capitalismo, per lo meno dell'aria che tira, della voglia di cibi genuini e di sentimenti radicati, per carità, non nel territorio (che se no si scalmanano i leghisti), ma, diciamo, negli orticelli delle culture locali. Ma, se credessimo alla 'genuinità' della Coca Cola, perché non dovremmo credere anche alla naturalezza della Simmenthal?
Un tempo era un semplice suono (simmenthalmente buona) a promuovere la carne in scatola contro la cucina della mamma, ora ci vuole tutta una sceneggiatura comica. E tanta aria di famiglia allargata, con quel ragazzone incolto che si presenta a casa con una signorina snob, conosciuta ad una mostra d'arte. Donna sofisticata, dal cappello esagerato che le nasconde la faccia, almeno fin quando non se lo toglie, liberando la lunga capigliatura e una pronuncia siciliana da commissario Montalbano.
Sembra dire 'bedda madre', ma invece dice 'bedda magra' per esaltare le qualità del cibo in scatola che le è stato offerto in un pranzo da grandi occasioni familiari. Perché, anche qui, il prodotto va alla disperata ricerca di radici, di sentimenti e di parentele. Ma anziché alla maniera sciropposa del Mulino Bianco o di Barilla, che rispolvera dal passato addirittura la voce sacra di Mina, Simmenthal inscena la più arcaica delle tradizioni: la presentazione in famiglia di una nuova fidanzata, passata in rassegna prima con occhio critico, poi finalmente accolta a tavola con una risata che seppellirà ogni riserva.
Situazione complessa, ben condotta all'esito finale, anche se non sufficiente a farci credere davvero che una scatoletta possa essere cibo degli dei siculi.