ESCLUSIVE
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20/02/2008 16.34

Il pollo spaziale

Ambientazione visiva riferita al capolavoro di Kubrick '2001 Odissea nello spazio'. Interno di astronave bianco come un obitorio, con effetto rotante che allude all'inesorabile cammino del tempo e dello spazio. Un viaggio che ci porta (e ci esporta) lontano da dove siamo nati, siamo vissuti e vorremmo tanto essere felici. Totale assenza di luce naturale, di piante e altri esseri terrestri. Là dove l'uomo è solo, privo perfino del suo peso corporeo e della moltitudine rassicurante di microbi e altre creature viventi e saltellanti che sempre lo accompagnano e lo rivestono. Ma finalmente, chi arriva nel vuoto asettico della nave spaziale, col suo grembiulino di casa (e senza casco)? Ma la mamma in persona! L'essere più familiare che ci sia, colei dalla quale origina la nostra stessa natura umana. E che cosa porta la mamma dentro l'algida astronave? Ma ovviamente il pollo Fileni, che interrompe il viaggio e la rarefatta sterilità del tutto con l'odore quasi percepibile dell'arrosto. La natura contro la tecnica, il ritorno a casa contro l'esilio infinito. Il messaggio è chiarissimo. I creativi hanno messo a confronto due metafore per illustrare la qualità autoctona dell'offerta. Del resto, anche il piccolo E.T. cercava solo la sua casa e, se fosse stato italiano, avrebbe cercato la sua mamma. Niente di strano, perciò, che, nell'accumulare reperti terrestri da contrapporre a un futuro tecnologico e alla nostra paura di essere sbalzati per sempre dal pianeta devastato e inquinato, lo spot ricorra non al gusto o alla convenienza del prodotto, ma all'essenza stessa del nostro essere terrestri, cioè figli di mamma. Lo strano è che a questo contrasto tra natura e tecnologia la pubblicità ricorra tanto poco. Mentre troppo spesso ricorre agli effetti speciali anche per consumi che non hanno niente di speciale. E sicuramente il cinema di fantascienza è il meno citato dalla pubblicità, con pochissime eccezioni che risalgono alla notte dei tempi. Ma che forse qualche vegliardo come noi ricorda ancora. Per esempio il vecchio Carosello che terminava con lo slogan 'Abbiamo un Philco'. Oppure il meno arcaico spot (Coop ?) nel quale, su un'altra nave spaziale, i cosiddetti marziani captavano le tv terrestri e le loro eccezionali offerte. Un po' come gli albanesi dei tempi recenti, inesorabilmente attratti dal richiamo di un'Italia pubblicitaria che, purtroppo per loro, nessun giurì ha ancora denunciato come ingannevole.

Maria Novella Oppo

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