ESCLUSIVE
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24/09/2007 14.48

Adv nel pallone

Essendo il calcio la vera religione nazionale italiana, contro la quale neppure la Chiesa cattolica oserebbe schierarsi, avevamo pensato che gli autori dello spot Sky, che ha Marcello Lippi come testimonial principale, non fossero né italiani né cattolici. Infatti, il crudele scempio che nei filmati promozionali della nuova stagione del pallone si fa dei calciatori azzurri (con l’aggiunta di Kakà per fare buon peso), sembra quasi una vendetta postuma contro quelli che hanno osato vincere il Mondiale. Cosicché si poteva credere che i creativi fossero francesi, per rivalità sportive perennemente incazzati con noi, almeno secondo il parere canoro di Paolo Conte. Invece no. Cioè, i francesi restano incazzati, ma l’agenzia responsabile dello scempio, nata di recente, si chiama addirittura 1861 United, con chiara allusione all’unità nazionale, mentre gli ottimi (e abbondanti) direttori creativi sono italianissimi. Insomma, restano da capire le ragioni per cui hanno voluto rappresentare i campioni del pallone come frutti strappati dalla pianta, decollati e infilati nelle ceste come uva, poi portati in spalla dall’avvenente Ilaria D’Amico con una gerla. Ci è stata risparmiata solo la spremitura da parte di piedi contadini, ma per il resto la riduzione dei calciatori a cose è totale e resa impressionante da effetti speciali horror appena dilavati dal sangue. Appare poi Lippi, bello e calmo nel suo assetto agricolo, a chiarire che si tratta della offerta Sky per la prossima stagione di campionato, promessa come la migliore possibile. Ma il messaggio risulta involuto. Mentre a risultare chiarissimo è l’uso della figura umana come pretesto e manichino, benché si tratti delle robuste e belle fattezze dei ragazzi più pagati e amati d’Italia. Insomma, i creativi non saranno francesi, ma molto invidiosi dei successi e degli eccessi amorosi dei campioni devono esserlo per forza. La crudeltà della loro messinscena somiglia, anche per l’ambientazione, a quella del tremendo spot Vivident, nel quale viene martirizzato un giovanottone biondo, colpevole solo di essere finlandese. La firma è diversa, ma non basta: bisognerebbe fare un’indagine sulle parentele creative tra agenzie, nonché sulle possibili ascendenze galliche degli autori, che, nella migliore delle ipotesi, sono tra quelli rimasti scioccati da ‘calciopoli’. Ma allora perché pubblicizzare il campionato più bello e chiacchierato del mondo?

Maria Novella Oppo

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