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15/12/2011

Letteratura 2.0, tra carta e web

Scrittori e critici sempre più presenti nei social network. Una guerra all'ultimo tweet.
Letteratura 2.0, tra carta e web

Sin dagli albori del web letterario lo scrittore Giuseppe Genna ne è stato uno degli indiscussi protagonisti. Genna ha mosso i primi passi digitali nella Società delle Menti del portale Clarence, che prendeva nome e simbolo dall'angioletto che insegnava il valore della vita a James Stewart nel classico dei classici di Natale, La vita è meravigliosa di Frank Capra. Da allora ha curato progetti web per Rizzoli e Mondadori, ha dato vita a vari portali culturali e ora nel suo sito personale giugenna.com continua a testare le potenzialità della Rete. Dalle colonne del nuovo inserto culturale del Corriere della Sera, la Lettura, ha ripercorso gli ultimi 20 anni della Rete, concentrandosi sull'evoluzione del web italiano, dai suoi albori sino al “cimitero degli elefanti” rappresentato dall'agonia di Second Life e da Splinder, la popolare piattaforma di blogging che chiuderà definitivamente i battenti il prossimo 31 dicembre. Un articolo documentato e appassionato che ha provocato l'immediata reazione del critico letterario Gilda Policastro che, sempre dalle colonne de La Lettura, ha messo in guardia su un altro fenomeno che va di pari passo al progressivo affermarsi dei social network, i principali responsabili del progressivo esodo dai blog: “La Rete è anche il luogo in cui si è riattivato il dibattito letterario, dichiarato morto o agonizzante dagli anni Novanta, gli spazi online si sono saturati in virtù delle sfrenate forme di autopromozione di scrittori, editori e così via”. Proprio su facebook è nato un gruppo creato ad hoc, scrive Policastro, per candidare il libro “Nina dei lupi” di Alessandro Bertante al Premio Strega. La querelle dimostra il progressivo sovrapporsi dei due canali, la carta e il web. Un dibattito vitale e feroce che dimostra tutte le potenzialità della Rete dove rivivono i vecchi pamphlet, link dopo link, post dopo post, tweet dopo tweet in quella rivoluzione che, secondo Umberto Eco, procede “a passo di gambero”.


Antonino Pintacuda

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