
6,5 secondi sono pochi. Ma sufficienti per stupirsi, arrabbiarsi, innamorarsi, annoiarsi.
Per ricordare o per dimenticare. Tutto dipende da come usiamo quegli irripetibili 6,5 secondi che un individuo è mediamente disposto a dedicarci.
Se gli diciamo quello che conta per lui, invece di quello che conta per noi, avremo la sua attenzione per molto, molto tempo.