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18/07/2006
Auditel satellitare, ancora bloccati i dati disaggregati
La Corte d'Appello di Milano ha ribadito il divieto imposto ad Auditel di fornire i dati disaggregati riguardanti gli ascolti delle singole emittenti satellitari. Non sono state recepite le istanze nel merito di Sky e Jetix e la richiesta di chiarimenti di Auditel, giunte dopo l’approvazione, da parte dell'Authority, di un 'Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione'.
Il giudice ha detto ancora no, in attesa di una "chiara pronuncia" dell'Agcom su governance e metodologia. “Prendiamo atto della decisione del giudice - ha commentato Walter Pancini, direttore generale di Auditel - e ci auguriamo che ci siano al più presto le condizioni per una chiara pronuncia dell'Agcom sulla qualità del nostro comportamento. Siamo pronti ad adeguarci alle decisioni". Si carica così di nuovi contenuti l’imminente appuntamento fra il Garante Corrado Calabrò e il Parlamento. Il mercato chiede i dati delle satellitari e ora, oltre ad Auditel, anche il giudice vuole sapere quali rilievi vengono fatti all'attuale sistema in tema di governance e metodologia della rilevazione. L'anno scorso il Tribunale - su istanza del gruppo Sitcom - aveva vietato la diffusione dei dati delle satellitari fino al momento in cui fossero state pubblicate le conclusioni delle indagini già avviate dall'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sulla rilevazione degli ascolti. Dal momento che l'Authority, il 29 maggio 2006 ha approvato un 'Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione', Sky, Jetix (che realizza l'omonimo canale satellitare per bambini e GTX per ragazzi) e la stessa Auditel hanno chiesto alla Corte di revocare o modificare la misura cautelare emanata un anno fa. Una richiesta alla quale il giudice ha risposto no. Secondo la Corte d'Appello, infatti, nell'Atto di indirizzo “é stato semplicemente rinviato a successivi accertamenti e controlli il giudizio di corrispondenza del sistema di governance e di rilevamento dei dati”, dando ai soggetti interessati 60 giorni di tempo per rendere pubblica una 'nota informativa' sui metodi adottati e “riservandosi di effettuare solo successivamente verifiche ed analisi del sistema di rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione, avvalendosi del sistema messo a punto dall'Istat per il controllo di qualità”. Solo una volta avvenuta tale verifica, secondo la Corte d'Appello, si potrebbe revocare il blocco alla diffusione dei dati. “Rimaniamo fortemente perplessi di fronte alla decisione della Corte e stiamo valutando tutti i possibili ricorsi” ha dichiarato Francesco Nespega, managing director di Jetix Europe in Italia. “Di certo – ha aggiunto - ci rivolgeremo all’Agcom perché si pronunci sulla definitività delle proprie indagini o almeno sulla tempistica di eventuali ulteriori attività.” Dall’altra parte della barricata Valter La Tona: “Credo che la possibile correzione di un sistema distorto del rilevamento degli ascolti possa avvenire soltanto attraverso una larga intesa; indirettamente, l'ordinanza di oggi ne sottolinea l'urgenza”, ha commentato il presidente e amministratore delegato del gruppo Sitcom.