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01/12/2006
Auditel: Mockridge attacca, Adreani risponde. ‘Tavolo Gentiloni’ a metà dicembre
La polemica tra Sky e Mediaset sale di tono su Auditel. L’istituto di rilevazione si prepara all’audizione del 5 dicembre con Agcom ma anche a sedersi, a metà del mese, al ‘tavolo di concertazione’ predisposto sul tema dal ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni. Ieri il comitato tecnico ha discusso del problema ‘panel control’. Sky vuole più famiglie alto spendenti in campione, ma bisogna tenere conto anche di Iptv e Dt.
Il confronto sempre più diretto (ascolti, pubblicità, comunicazione) tra Sky e Mediaset, torna ad accendersi sul tema caldo di Auditel. L’altro ieri l’ad della pay, Tom Mockridge, era tornato all’attacco. Entro la fine di gennaio dovevano essere soddisfatte quattro condizioni se si voleva che Sky entrasse a far parte della società, consentendo la pubblicazione dei dati riguardanti i singoli canali fin qui bloccata anche dai procedimenti legali in corso. Mockridge aveva richiesto un assetto in cui Mediaset e Rai non conservino “il controllo esclusivo e congiunto di Auditel” con un terzo delle quote della società affidato a soggetti indipendenti. Secondo punto, una maggiore trasparenza nella formazione e nel funzionamento del comitato tecnico, terzo quello di poter disporre anche dei ‘dati grezzi’, quarta e ultima condizione è quella di aggiornare il campione comprendendovi una quota più significativa di famiglie alto spendenti. In merito alle dichiarazioni di Mockridge, l’amministratore delegato di Mediaset, presidente di Publitalia e consigliere Auditel Giuliano Adreani ha controbattuto che “non sono accettabili ultimatum dettati da un singolo operatore a una società privata che riunisce tutte le altre tv, tutti gli investitori pubblicitari, le agenzie e i centri media, soprattutto se questo ultimatum rappresenta oggettivamente un differimento alle calende greche della misurazione trasparente e pubblica dei veri ascolti della tv via satellite». Secondo Adreani Sky vuole “delegittimare l’arbitro per non riconoscere come valide le sue decisioni”, con l’obiettivo sottaciuto di “rimandare all’infinito il proprio ingresso nell’azionariato della società insieme agli altri operatori televisivi, ingresso che tutte le componenti di Auditel auspicano già da tempo”. Secondo Adreani “oggi i risultati di ascolto della tv satellitare sono diffusi da Auditel con un unico dato formato dalla somma dell’ascolto di tutte le reti ed è quindi inevitabile cadere nell’errore di attribuire a un singolo evento, sia esso una partita di calcio o un telefilm, il dato d’ascolto complessivo di tutta l’offerta satellitare”. Secondo i vertici di Mediaset “l’equivoco si rivela utile all’operatore per aumentare la percezione di successo dei propri programmi”, ma risulta invece “dannoso per gli investitori pubblicitari che non possono verificare con certezza l’effetto dei propri investimenti su questo o quel canale”.