news
20/07/2007
E Polis fermo, Grauso tratta con Seregni sulla quota Cambolus
Ore di tensione sulle sorti di E Polis. Il fondatore Niki Grauso (nella foto) sta cercando un accordo con il Gruppo Seregni per far sì che questo accetti le condizioni della ricapitalizzazione gradite all’editore e rimetta così in moto le rotative di una delle società del Gruppo, che lunedì scorso hanno interrotto la stampa del quotidiano gratuito. Di fatto, secondo fonti vicine a Grauso, sarebbe in atto una battaglia per la proprietà.
Infatti la ricapitalizzazione della società editrice di E Polis, di circa 28 milioni di euro complessivi, è stata fatta non solo dagli attuali soci, ovvero Grauso attraverso Editoriale Gamma e Fondazione Il Gremio con 12 milioni, ma anche da Cambolus, un fondo Usa azionista proprio del Gruppo Seregni, con 7 milioni, oltre che da una cordata di banche con 8 milioni. E Cambolus non sarebbe intenzionato ad accettare la richiesta di Grauso di poter riacquistare a novembre le quote del fondo, se alcuni risultati economici saranno raggiunti. Insomma, Cambolus vorrebbe entrare stabilmente nella proprietà del giornale, che evidentemente viene visto in prospettiva come un interessante investimento industriale. Ma Grauso sulla proprietà della sua creatura non intende cedere, consapevole che nel braccio di ferro con Seregni e i suoi soci americani (che fra l’altro vantano un credito di 21 milioni di euro nei confronti della società editrice di Grauso) ha da giocarsi una carta importante: il fatturato che comunque garantisce allo stampatore con le 650.000 copie di un giornale da 64 pagine. Intanto la concessionaria di pubblicità Epm (E Polis Media) è momentaneamente impossibilitata a vendere gli spazi, in attesa di sviluppi della situazione. Nata all’inizio dell’anno dopo la rottura di Grauso con la precedente concessionaria Publikompass, Epm ha iniziato a raccogliere inserzioni all’inizio di maggio, dichiarando una crescita boom della pubblicità nel primo bimestre di attività, maggio-giugno. Ma evidentemente lo sforzo della struttura e dei suoi 140 addetti e agenti non basta a rimettere rapidamente in sesto il conto economico di un’impresa editoriale che deve affrontare gli stipendi di 140 giornalisti e le spese di carta, stampa e distribuzione delle quindici edizioni di E Polis finora esistenti sul territorio italiano.