E’ in gran parte dovuta a un minor interesse dal punto di vista dei contenuti la flessione generale che caratterizza i dati di diffusione dei quotidiani anche nel mese di giugno. Mentre un anno fa le elezioni europee e amministrative, il caso D'Addario e la tragedia di Viareggio avevano movimentato il mese di giugno, quest’anno non sono bastati i Mondiali di calcio a vivacizzare le vendite, complice anche la debacle della Nazionale di Marcello Lippi. Il Corriere della Sera perde infatti 3,5% punti percentuali, scendendo dalle 505.855 copie del 2009 alle attuali 488.130. Per Repubblica, le copie diffuse a giugno 2010 sono state 463.688 contro le 485.314 del 2009, con una flessione del 4,5%. Nemmeno la Gazzetta dello Sport inverte la tendenza: -4% (da 346.423 a 332.055) anche se le vendite da edicola fanno segnare invece un segno positivo, +1%. Significativi decrementi anche per il Secolo XIX, -7,2% (da 90.500 di giugno 2009 a 84.000 di giugno 2010); per QN, -11,2% (da 352.543 a 313.037) e il Messaggero, -6,6% (da 203.200 a 189.800). Flessione più contenuta invece per Avvenire a -0,8% (da 111.535 a 110.593) e La Stampa a -2%, con 287.800 copie diffuse a giugno 2010 contro le 294.400 del 2009.
Laura Buraschi