
a scorsa settimana il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca ha pubblicato un annuncio su Twitter per reclutare due esperti da inserire nello staff del ministero. Nei giorni precedenti il ministero dell'Istruzione, retto da Francesco Profumo, aveva lanciato la ricerca di sei collaboratori valutandone i profili su Facebook e Twitter. Il 'social recruiting' sembra imporsi sempre più come strumento di ricerca e selezione del personale. Anche nelle agenzie creative. Ne è un piccolo esempio il tweet che Paolo Iabichino, direttore creativo di OgilvyOne e OgilvyAction, ha affidato alla rete dei suoi follower lunedì scorso: “Ogilvy cerca digital copywriter. Candidature in 140 caratteri pls ;-)”. Nell'arco di una giornata sono arrivate ben 30 candidature per la posizione (attualmente non più aperta, ndr). “E' stata un'operazione istintiva, una mia iniziativa personale che però ha avuto un elevato tasso di redemption - spiega Iabichino a Today Pubblicità Italia -. Non solo: circa tre settimane fa, grazie al passaparola scatenato sul gruppo di Facebook Indigeni Digitali, siamo riusciti a trovare un nuovo web designer”. Insomma i social network, e non solo quelli professionali come Linkedin, saranno l'ufficio di collocamento del futuro? La domanda è aperta, di certo sono un'opportunità in più per i creativi anche perché, citando ancora un tweet di Iabichino, per un copywriter “Twitter è come un Luna Park”.
Claudia Cassino