Edelman ha presentato ieri i risultati del
Trust Barometer, uno strumento di ricerca che dal 2001 ad oggi ha avuto grande successo basata su una ricerca quantitativa telefonica condotta da
Strategy One (società specializzata in ricerche creata nel 1999 negli Stati Uniti dal gruppo Daniel J. Edelman). I risultati mostrano che in soli due anni le aziende hanno riguadagnato 31 punti percentuali nella fiducia degli opinion leader italiani, collocandosi al 64%. Un livello che le mette alle spalle delle Organizzazioni non governative (NGO’s), che raggiungono il 70%, ma davanti ai media e al Governo (entrambe al 45%).
Anche in Germania, Francia e Irlanda, la fiducia nelle imprese è molto cresciuta nell’ultimo anno, ma in nessuno di questi paesi il livello va oltre il 53%. L’indagine che Edelman conduce tutti gli anni, in 23 Paesi, attraverso la sua divisione StrategyOne, intervistando oltre 5 mila opinion leader, rivela un ritorno di fiducia significativo. In Italia l’affidabilità del Governo è cresciuta dal 36 al 45%, quella nei media dal 38 al 45%, quella nelle NGO’s dal 64 al 70%. Analizzando i settori industriali, la tecnologia si conferma la prima della classe, mentre quello dell’automobile, che nel mondo si colloca al secondo posto, in Italia scivola al 54%, dietro al biotech (75%) e al settore alimentare (68%). In coda, servizi finanziari, banche e assicurazioni. Così come le imprese, anche i CEO hanno riguadagnato terreno sul piano della fiducia, collocandosi ora al 38%, mentre le ‘persone come te’ sono crollate di 19 punti in un solo anno, piazzandosi a un livello del 25%.
Poca fiducia riscuotono anche i dipendenti (16%). Insomma, dopo l’illusione di una comunicazione ‘fra pari’, il trend sembra quello di un ritorno alla professionalità, che vede anche le riviste di economia collocarsi su un lusinghiero 78% di fiducia. Meglio ancora fanno i motori di ricerca come Google, che raggiungono addirittura l’84%. Quanto alla pubblicità, il livello resta sempre il più basso: 27%. Complessivamente è stato coinvolto un campione mondiale di 5.075 soggetti in 23 paesi su 5 continenti (circa 200 per ogni paese) tenendo conto che si tratta di un target composto da diplomati, con fatturato familiare nel primo quartile per la loro età a seconda del loro paese, lettori o telespettatori di business/news media più volte a settimana; che seguono le problematiche di politica pubblica sugli organi di informazione più volte in una settimana.