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05/12/2011
Censis: +223% la spesa in audiovisivi e pc. In crescita il digitale terrestre
Il 45° Rapporto sulla situazione del Paese
Anche in tempo di crisi (o, forse, soprattutto in tempo di crisi), gli italiani non rinunciano alla tv. Stando infatti al 45° Rapporto sulla situazione del Paese redatto dal Censis, il piccolo schermo resta la piattaforma principe con un’utenza pari al 97,4% della popolazione. Una platea, peraltro, sempre più simpatizzante verso il nuovo scenario digitale, sia esso satellitare o digitale terrestre. Con il progredire dello switch off, infatti, nel 2011 i canali digitali terrestri arrivano a coprire il 76,4% della popolazione, contro il 28,4% registrato nel 2009, mentre la tv satellitare si stabilizza sul 35,2%. L’ammanco calcolato per la tv analogica è del -27,1%. In crescita anche la web tv, a quota 17,8%, mentre non decolla la mobile tv, usufruita da appena lo 0,9% degli italiani. Tra i programmi più apprezzati, spiccano i talk politici: se nel salotto catodico siede un rappresentante del governo, il 49,8% degli italiani segue il dibattito. Tendenzialmente si tratta di una platea maschile (52,9%), over 60 (56,7%) residente nel Centro Italia (60,2%), anche perché quasi il 70% dei giovani tra i 14 e i 29 anni non segue per nulla il genere. Infine, in materia di informazione lo strumento preferito è il tg (80,9%) anche se il dato scende al 69,2% tra i giovani, che alternano i notiziari con i motori di ricerca e persino facebook. A proposito di Internet, considerato il vero antagonista della televisione, nel 2011 il web supera la soglia del 50% della popolazione italiana (53,1%), registrando un +6,1% rispetto al 2009. Non solo. Se dal 1990 al 2010 la spesa per libri e giornali è calata del -20%, quella destinata ai prodotti audiovisivi e al computer registra un +223%.
Ma se lo scenario per i media è positivo, lo stesso non si può dire per lo stagnante quadro economico del Paese. “Per rilanciare l’Italia è necessario superare il deficit di classe dirigenziale, la cui composizione è maschile (80%), over 45 (60%) e priva di una laurea (36%) - spiega Giuseppe Roma, direttore generale Censis -, rafforzare il mass market e crescere nella socialità: non ci può essere ripresa senza un’attenzione al sociale”.
Francesca D'Angelo