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11/01/2012

New Partners chiude, la crisi tocca anche le cdp

I fratelli Ciarla ringraziano agenzie, clienti e registi per il lavoro svolto
New Partners chiude, la crisi tocca anche le cdp Il 2012 delinea un nuovo corso per Luca e Andrea Ciarla, i fratelli finora a capo della New Partners. La casa di produzione, infatti, dopo quasi venti anni di attività non riaprirà con l’inizio dell’anno. Motivo della chiusura? La crisi, che ha investito il settore, questa società e i suoi otto dipendenti.
Il difficile contesto economico mondiale ha, con ogni probabilità, determinato nel nostro Paese una riduzione di oltre il 50% del numero di nuove produzioni di spot. “Guardando la televisione -, ha dichiarato Luca Ciarla a Today Pubblicità Italia - a prima vista, si possono vedere molti nuovi spot, ma facendo un'analisi più attenta ci rendiamo conto che, a parte il settore della telefonia, sono on air molti film internazionali oppure vecchi film prodotti negli anni precedenti e rimandati in onda”.
Negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva diminuzione del mark – up delle case di produzione, che è sceso fino al 15%, una soglia percentuale non sempre sufficiente a coprire i costi di gestione di un’attività che conti almeno 5 o 6 professionisti.
“Sicuramente un'area che abbiamo valutato e deciso di non perseguire è quella rappresentata dai film low budget e tutti i virali per i media internet – ha proseguito Luca Ciarla -. Abbiamo deciso di abbandonare questa possibilità poiché la New Partners, da sempre, ha  lavorato per i grossi clienti e le relative agenzie, quindi ci risulterebbe molto difficile cambiare il nostro posizionamento per dirottarci su di altre aree. Lungimirante invece è stato sicuramente l'intuizione di Filmmaster di aprire un'apposita divisione dedicata agli eventi in anni in cui tutti eravamo concentrati sulla sola produzione di spot”. In prospettiva del futuro, ha proseguito: “Ho l'agenzia sempre nel mio cuore, ma la tendenza di questi ultimi anni è stata quella di far a meno del capo ufficio cinema. Ritengo che sia un vero peccato poiché il ruolo a mio avviso può essere un grosso servizio per la direzione creativa. All'estero questo ruolo invece è ancora utilizzato moltissimo soprattutto nelle agenzie anglosassoni”.
Serena Poerio

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