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03/09/2010

Tecnologia, cinema e innovazione al Digital Expo 2010. Intervista a Michele Vianello, presidente VEGA Park

Venezia e l’innovazione. La Serenissima, con il cinema che fa sognare, guarda al futuro con VEGA, il Parco Scientifico Tecnologico, che opera nei settori di punta dell’innovazione
Tecnologia, cinema e innovazione al Digital Expo 2010. Intervista a Michele Vianello, presidente VEGA Park Venezia e l’innovazione. La Serenissima, con il cinema che fa sognare, guarda al futuro con VEGA, il Parco Scientifico Tecnologico, che opera nei settori di punta dell’innovazione. Network tra Università, Centri di ricerca e settore produttivo, il VEGA Park è volto alla promozione e allo sviluppo di iniziative di ricerche scientifiche e tecnologiche per la crescita della competitività delle imprese. Il VEGA sceglie il Digital Expo 2010 nell’ambito della 67° Mostra del Cinema di Venezia: uno spazio in cui attraverso arte, cultura, tecnologia e digitale si raccontano i nuovi linguaggi cinematografici. Il presente e il futuro dell’innovazione, della rete e del cinema raccontato da Michele Vianello, direttore generale di VEGA.

Dall’impegno in politica come vicesindaco di Venezia al ruolo di Direttore Generale di VEGA, Parco Scientifico Tecnologico di Venezia. Quali sono gli elementi che hanno caratterizzato il suo percorso professionale?
Da Vicesindaco mi sono sempre occupato di innovazione. Sono stato uno dei principali registi dell’innovazione di questa città. Il Vega è uno dei pezzi dell’innovazione di Venezia. Il passaggio da vicesindaco a responsabile del Parco è stato naturale.

Facilitare il trasferimento di conoscenze a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese: in che modo?
Partendo dalla considerazione che più del 90% delle imprese italiane sono di piccola e media dimensione, ma che spesso non hanno la massa critica e le risorse per emergere, Vega si propone, attraverso un laboratorio che andremo a costruire entro l’anno, come luogo di innovazione di processo, usando tecnologie di rete, il cosidetto enterprise 2.0.

Il Vegapark è un collettore di conoscenze tra il mondo accademico, scientifico e produttivo. L’interesse all’innovazione è costante. Perché?
Credo fermamente nel valore dell’innovazione. Vega è un luogo dove non si fa ricerca pura (un limite spesso tutto italiano), è un luogo dove la ricerca viene applicata all’impresa, affinché il mondo scientifico e quello produttivo si sposino.

Operando nei settori di punta dell'innovazione tecnologica: nanotecnologie, ICT, green economy e considerando la situazione attuale, quali sono, secondo lei, le prospettive future?
Necessità assoluta di sviluppare il tema della sostenibilità ambientale. Il tema delle bonifiche ambientali e dell’acqua è impellente. Esistono una serie di composti e di strumenti per fare bio-remediation nell’ambito delle nanotecnologie. Bisogna intervenire. Innovare o morire. Sì sono drastico. E’necessario innovare.

Neutralità della rete, social network e blog. Siamo nella cultura della condivisione?
Siamo di fronte ad un mutamento epocale. C’ è bisogno di rete e connettività. E’difficile pensare che il pubblico da solo possa farsi carico della estensione delle bande e di connettività, quindi è naturale che una serie di produttori di contenuti nell’estensione della banda larga possa chiedere un contributo. Se il pubblico non affronta questa sfida, il traffico in rete viene diretto solo da interessi privati. E’importante che il pubblico acquisisca la consapevolezza che la neutralità allo stato puro non esiste, ma che la possibilità di banda larga passi attraverso un intermediario. Non confondiamo l’uso della rete con il peer to peer.

Vega al Digital Expo 2010 nell’ambito della 67° Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Quali gli argomenti affrontati?
Il tema dei contenuti è uno dei temi caldi della rete. In particolare i contenuti cinematografici e televisivi vanno di pari passo con l’evoluzione digitale. Conto di poter offrire con Vega entro fine mese circa 300 mega di banda larga reali.
La rivoluzione dell’alta definizione e le ultime frontiere del digitale: quanto la tecnologia può influenzare l’arte cinematografica?
Il digitale è entrato a pieno diritto nel cinema. Ormai una serie di scene si fanno solo in studio. Io ho un bimbo di due anni e mezzo e la qualità dei cartoni animati è straordinaria. Mi diverto anche io a guardarli con lui.

Il futuro del cinema, secondo lei, sarà digitale?
Assolutamente sì . Ciò non significa che non siano prioritarie la recitazione o la regia, ma che il digitale è una valida risorsa per il cinema. Si sta delineando un rapporto strettissimo tra produttori e fornitori di contenuti, infatti molto spesso sono gli stessi fornitori a vendere abbonamenti per i contenuti. Il mercato sta senza dubbio cambiando.
Serena Poerio

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