
L'idea, nata sotto la vice direzione creativa di Nicola Lampugnani e Francesco Guerrera, copy Mirco Pagano, è rappresentata attraverso una metafora: l'immobilità colpisce le persone che leggono notizie pubblicate su media faziosi che si bloccano, come fossero delle statue.
Nello spot tv (poi ripresi anche su stampa) sono presenti, in location di grande suggestione come la Triennale o piazza Affari a Milano, dei personaggi che camminano con il Corriere sotto braccio in ambienti surreali nei quali le persone sono bianche, immobili, ingessate: un vecchietto e il suo cane, una donna che spinge una carrozzina, una bicicletta, un'auto, due ragazzi che giocano a calcio. Con Corriere si è 'liberi di pensare', claim di campagna, e di muoversi.
Questo il testo del messaggio: Un’informazione di parte crea persone ferme sulle proprie posizioni. Un immobilismo che impedisce al Paese di fare passi avanti. Per questo, ogni giorno, ci battiamo per un’informazione completa e indipendente, che permetta a ognuno di conoscere i fatti e di farsi la propria opinione.
La campagna, realizzata dall’agenzia Armando Testa, è declinata su stampa, televisione, web.