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28/01/2011
Riso Scotti attiva, stop dall’AGCM
Riso Scotti ha chiuso il 2010 con una dura condanna inflittagli dall’Autorità antitrust per aver diffuso messaggi ritenuti non corrispondenti al vero circa i benefici che si otterrebbero nella riduzione del colesterolo grazie al consumo giornaliero di Pasta Riso Scotti Attiva e Risette
Riso Scotti ha chiuso il 2010 con una dura condanna inflittagli dall’Autorità antitrust per aver diffuso messaggi ritenuti non corrispondenti al vero circa i benefici che si otterrebbero nella riduzione del colesterolo grazie al consumo giornaliero di Pasta Riso Scotti Attiva e Risette. La decisione, cui si aggiunge una multa di 120.000 euro e l’obbligo entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento di apportare le necessarie modifiche sulle confezioni dei prodotti per rimuovere le diciture relative alla riduzione del colesterolo, si inserisce in un filone che conta ormai vittime eccellenti, come Danone e Barilla. E’ vero che resta aperta la strada del ricorso al Tar del Lazio, ma quel che colpisce è la severità del giudizio dato dall’Autorità all’intera impostazione della comunicazione commerciale.
In discussione sono infatti finite diverse declinazioni della pubblicità relativa ai prodotti PastaRiso e Risette, diffuse su stampa, internet, tv, radio, nel periodo 2009 fino a giugno 2010, tutte incentrate sul testimonial Jerry Scotti, nelle quali si evidenziava come grazie al consumo di tali prodotti, e la connessa presenza di betaglucani fosse possibile ridurre il colesterolo nel sangue. Una comunicazione che l’Autorità, forte anche del parere e dei documenti raccolti presso l’Esfa - Autorità europea per la sicurezza alimentare - ha ritenuto ingannevoli gli slogan enfatici inseriti nelle diverse comunicazioni, poiché non corrisponderebbe al vero l’effetto benefico realmente conseguibile per la riduzione del colesterolo. Inoltre, lo specifico claim utilizzato da Riso Scotti, inteso a far discendere dall’assunzione dell’alimento con betaglucani effetti di riduzione del colesterolo, non è a oggi risultato suffragato da puntuale parere tecnico dell’Efsa.
La scientific opinion pubblicata nell’ottobre 2009 si riferisce a claim individuali, diversi da quello in esame, limitandosi ad attribuire fondamento scientifico esclusivamente al wording ‘Il regolare consumo di betaglucani contribuisce a mantenere le normali concentrazioni di colesterolo nel sangue’. Da qui a dire che invece consumando una quantità inferire si riduce il colesterolo è parso francamente troppo anche all’Autorità, che ha quindi imposto lo stop alla compagna. Quel che è certo, infine, è la necessità che l’Efsa completi prima possibile il suo lavoro di verifica e approvazione di molti claim pubblicitari che spacciano qualità inesistenti, sfruttando la naturale debolezza e la sensibilità di consumatori alle prese con seri problemi di salute.
Federico Unnia