Sorrell: “I germogli della ripresa si stanno ritirando nel terreno”

07 Luglio 2009

Il ceo di Wpp (nella foto) è intervenuto ieri a Roma al convegno dedicato alle 'Strategie e politiche per l’audiovisivo del Terzo millennio'. Secondo Sir Martin la fine della crisi è ancora lontana e gli investimenti in adv sono in crescita solo nei PaesAnche nel secondo semestre, il 2009 continuerà ad essere un anno difficile: i germogli della ripresa, che avevamo intravisto in questi mesi, si stanno ritirando nel terreno. In questo senso, il 2010 sembrerà migliore solo se paragonato al 2009”: è il (duro) bilancio stilato da Sir Martin Sorrell (nella foto), al convegno Strategie e politiche per l’audiovisivo del Terzo millennio, svoltosi ieri a Roma nel corso di RomaFiction Fest. Il chief executive di Wpp esclude, insomma, una ripresa a breve termine per il mercato della comunicazione globale. E affonda: “Gli investimenti in adv cresceranno solo in quei Paesi dove la pubblicità è poco diffusa, come in India o in Cina. Inoltre il nostro maggiore errore è stato sottovalutare lo spostamento, in atto, verso i paesi dell'est e del Sud America”. La chiave di volta sarebbe rappresentata dai new media, online in primis. Secondo Sorrell, infatti, tra dieci anni la composizione del mercato cambierà a favore del web: se attualmente tv, stampa e altri media coprono ciascuno 1/3 della raccolta del mercato mediatico, l’online guadagnerà quote, mentre la tv arriverà a coprire il 20–25%. “Non si può, per il futuro, fare affidamento solo sulla pubblicità – continua Sorrell -. Se si producono contenuti pregiati, il consumatore è disposto a pagare”. Emerge però un certo scetticismo nei confronti del business dei social network: “Facebook e Twitter generano molto traffico e introiti, ma non cash flow – spiega –. Per questo il loro peso è destinato a essere ridimensionato”. Sulla debolezza dei new media concorda anche Marco Bassetti, Chief Operating Officer di Endemol, anche lui tra i relatori del convegno. “Non si è ancora trovato un modello di business per il mercato dei self producer – spiega –. Per questo, credo che lo shifting tra old media e new media non sarà così drammatico. Semmai, è la frammentazione che può sconvolgere gli assetti economici”. A differenza di Sorrell, Bassetti è convinto che il modello aggregatore resterà l’adv founding. Sulla bontà del modello pay, si è pronunciato infine Riccardo Tozzi, presidente di Anica e di Cattleya: “Sono convinto che i pirati siano semplicemente dei clienti non serviti: sono sicuro che sarebbero disposti a pagare, se l’offerta fosse tempestiva e a prezzi ragionevoli”. (F.D’A.)