Rai, Alberto Barachini nuovo presidente della Commissione Vigilanza. Si attende il nome del dg

19 luglio 2018

Giornata calda quella di ieri per la Rai che ha visto il susseguirsi di nuove nomine che andranno via via a comporre il nuovo assetto del servizio pubblico.

Alberto Barachini (appartenente a Forza Italia) è stato eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai con 22 voti al terzo scrutinio, quando il quorum richiesto passa da 24 a 21 voti dopo le prime due votazioni nelle quali aveva ottenuto 18 e 19 voti. Dopo l’esordio a Il Tirreno, Barachini è entrato in Mediaset prima al Tg4 e poi al TgCom24; dalla fine del 2017 è entrato a far parte dello staff di comunicazione politica di Silvio Berlusconi e durante la campagna elettorale ha ricoperto il ruolo di responsabile comunicazione televisiva e social per il presidente di Forza Italia, ed è stato eletto senatore lo scorso 4 marzo.

Vicepresidenti della Commissione Vigilanza Rai sono stati eletti Antonello Giacomelli del Pd (ex sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni) e Primo Di Nicola del Movimento 5 Stelle (giornalista di inchiesta de l’Espresso, ex direttore del quotidiano Il Centro, responsabile della sezione ‘Palazzi & Potere’ del Fattoquotidiano.it).

Sempre ieri sono stati eletti dal Parlamento anche 4 membri del Consiglio d’amministrazione Rai. Il Senato ha eletto due donne, Rita Borioni (area Pd ma supportata da FI e Fratelli d’Italia) e Beatrice Coletti (la più votata online dai militanti dei 5 Stelle con oltre 6.500 voti), con 101 e 133 voti. La Camera ha nominato due uomini, Igor De Biasio (Lega) e Gianpaolo Rossi (uomo del centrodestra supportato anche dal Pd) che hanno ottenuto rispettivamente 312 e 166 voti.

Per quanto riguarda invece la dirigenza della Rai, il Ministero dell’Economia avrebbe ingaggiato una società di tagliatore di teste, alla luce (anche) delle rivelazioni del Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio a proposito del compenso per il dg fissato durante il Governo Renzi a 240 milioni di euro lordi all’anno e ora considerato ‘troppo basso’. L’obiettivo è quello di chiudere la pratica tra domani e l’inizio della prossima settimana.