Il Parlamento UE blocca la Direttiva sul copyright

6 luglio 2018

Il Parlamento Europeo ha respinto la riforma del copyright con 318 voti contrari, 278 a favore e 31 astenuti. È la prima volta che il Parlamento di Strasburgo vota contro un mandato di una commissione.

Una settimana fa, infatti, la commissione Affari giuridici (JURI) aveva dato parere favorevole alla direttiva, portandola così alla votazione nella plenaria di ieri, giovedì 5 luglio, e ponendo gli europarlamentari davanti alla scelta di dare il via al mandato o di rimandare il fascicolo alla commissione JURI per essere ridiscusso. L’esito, per nulla scontato, è stato il secondo: la plenaria ha respinto il mandato negoziale proposto dalla commissione giuridica.

L’Associazione nazionale della stampa online (ANSO) ha denunciato ripetutamente i pericoli di questa direttiva e, a differenza delle altre associazioni di editori, si è apertamente schierata contro, dando vita a Media Publishers, la coalizione europea di editori innovativi di cui ANSO e altre 8 associazioni europee del settore fanno parte. “Quando abbiamo iniziato questa nostra battaglia – spiega Matteo Rainisio, vicepresidente di ANSO – eravamo osteggiati da tutti, ma non ci siamo fermati davanti alle grandi lobby e al peso della Commissione Europea. Come Davide contro Golia abbiamo continuato a far sentire la nostra voce e non ci siamo mai fermati nemmeno dopo il voto in commissione. Oggi per noi piccoli editori è un giorno di festa: internet è ancora libero e i link sono salvi”.

Molte organizzazioni europee, tra cui Wikipedia, che ha protestato chiudendo le sue pagine, si sono schierate contro questa nuova riforma considerata “una minaccia per Internet”.

“A nome di tutti gli editori nativi digitali, ANSO ringrazia tutti gli europarlamentari italiani che hanno votato contro la direttiva e in particolare la decisione di esponenti di spicco dell’attuale governo per essersi schierati apertamente contro la volontà della commissione europea”, conclude Rainisio.

Di tutt’altro parere l’AIE, l’Associazione Italiana Editori. “Una grande occasione mancata”, è il commento del presidente Ricardo Franco Levi subito dopo l’esito della votazione dell’assemblea del Parlamento europeo sulla riforma del copyright. “Il diritto d’autore è libertà – ha proseguito -. Con la votazione di oggi non si è affermata la sua funzione: da domani il web sarà meno libero, così come lo sarà anche la società europea. Si tratta di una sconfitta culturale, ancor prima che politica”.

“Le multinazionali del web, che non vogliono assumere alcuna responsabilità, né sociale, né in difesa della libertà di espressione, né legale per le violazioni dei diritti degli autori europei, hanno voluto frenare un miglioramento che avrebbe aiutato tutta l’industria culturale – ha aggiunto Levi -. È paradossale che proprio queste grandi imprese si siano opposte alla modernizzazione del diritto d’autore. Hanno vinto le pressioni a difesa di un modello di rete costituito da poche imprese che, acquisita una posizione dominante, la sfruttano a danno delle imprese creative, degli operatori minori del mondo digitale e anche dei consumatori”.

“Ora si apre un percorso accidentato – ha concluso il presidente AIE -. A settembre il Parlamento europeo dovrà approvare un nuovo testo. Ci attiveremo per evitare che il voto di ieri non comprometta l’intero processo”. Negativo anche il giudizio di Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia, che dichiara: “Il voto rappresenta un colpo durissimo da parte del Parlamento UE al mondo della creatività italiana e continentale e dimostra la capacità di pressione degli Over the Top nei confronti delle Istituzioni democratiche: davvero una brutta giornata per la cultura europea”.

“Il testo proposto non prevedeva alcun bavaglio o limitazione della libertà di espressione sul web altrimenti non lo avremmo mai sostenuto – sottolinea Polillo -. Ciò che l’industria culturale ha chiesto è che venga riconosciuto a chi produce cultura il giusto compenso per le loro opere veicolate in rete. E invece ciò che abbiamo visto è la difesa di un modello di rete composto da poche imprese dominanti sul mercato che sfruttano opere a danno di chi le crea”.


Fieg: tutelare il prodotto giornalistico professionale in tutto l’ambiente digitale

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, da pochi giorni alla guida degli editori italiani di quotidiani e periodici, ribadisce, come primo punto programmatico della sua azione in materia di tutela e valorizzazione del prodotto editoriale, il riconoscimento integrale della proprietà intellettuale relativa ai contenuti dei giornali: “Il copyright deve essere tutelato in tutto l’ambiente digitale – ha dichiarato – individuando soluzioni concrete e ragionevoli, ma senza mai rinunciare all’affermazione del principio di una equa remunerazione per i contenuti di qualità”.

Nel commentare le notizie che arrivano da Strasburgo, Riffeser ha poi aggiunto: “Prendiamo atto di un voto che ha rallentato un iter legislativo molto importante in materia. Dietro questo passaggio procedurale, su cui si auspica una inversione di rotta dei Parlamentari europei in occasione della prossima votazione in settembre, si cela il pericolo di veder prevalere, nella società civile e tra i nostri rappresentanti politici, orientamenti suscettibili di danneggiare non solo le nostre imprese, che investono da tempo ingenti risorse per favorire lo sviluppo di un modello sostenibile per l’editoria nel digitale, ma anche le professionalità e le competenze dei giornalisti e di quanti – con i loro mezzi, i loro talenti e anche in situazioni di rischio e pericolo – sono direttamente impiegati nel rinnovamento del settore”.