‘Change for Tech’: aziende e comunicatori alla prova della rivoluzione tecnologica

6 luglio 2018

©max rinaldi

di Andrea Crocioni


Trasformare le innovazioni in risorse e opportunità, senza restare vittime del disorientamento, rischiando così di perdere terreno in uno scenario competitivo in rapida evoluzione.

Di questo si è parlato ieri presso l’UniCredit Pavilion di Milano, in occasione di ‘Think – Change for Tech’, appuntamento annuale organizzato da GroupM insieme a The European House-Ambrosetti, giunto alla sua seconda edizione. Riflettori accesi, dunque, sull’impatto che tecnologia e innovazione hanno, ma soprattutto avranno, su società, aziende e leadership.

La holding media del Gruppo Wpp, nel suo ruolo di attore di primo piano sul mercato, ha avvertito l’esigenza di favorire un momento di approfondimento, partendo dall’analisi di quelle innovazioni tecnologiche che più di altre condizioneranno i comportamenti dei consumatori e di conseguenza la comunicazione.

“Dal nostro punto di vista riflettere oggi su questi temi significa dotarsi degli strumenti per affrontare la trasformazione profonda del nostro settore. Vere e proprie sfide a cui rispondere con visione strategica, capacità di innovazione e una formazione permanente a tutti i livelli delle strutture organizzative”, ha sottolineato Massimo Beduschi, ceo e chairman di GroupM e coo di Wpp.

“Da ormai due anni, con GroupM condividiamo l’importanza di sviluppare un focus su come digitale e tecnologia impattano sulla società, sulle aziende, sulla comunicazione e sulla leadership del futuro. Il digitale, insieme a regolamentazione e globalizzazione, sta ridisegnando lo spazio economico: i confini tra i settori tradizionalmente intesi si sgretolano, gli spazi di competenze si sovrappongono e gli ecosistemi ai quali siamo abituati collassano per dare vita a nuovi settori, competenze ed ecosistemi trasversali”, ha messo in evidenza nel suo intervento Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House – Ambrosetti. Un cambiamento che però non deve spaventarci. “La Quarta Rivoluzione Industriale produce ricchezza e crescita e anche le disuguaglianze sono destinate a diminuire. Certo lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale cancellerà dei posti di lavoro, quelli con mansioni più ripetitive. Su 21,5 milioni di occupati, abbiamo stimato 3,2 milioni di posti a rischio. Ma bisogna tener conto che allo stesso tempo lo sviluppo tecnologico ne produrrà di nuovi. Si tratta di un fenomeno gestibile. Dobbiamo guardare alle opportunità con ottimismo”.

Il format dell’evento riprende quello degli appuntamenti che Wpp, sempre con The European House – Ambrosetti, organizza ogni anno in autunno, affidando a un Advisory Board composto da esperti qualificati la scelta di temi e relatori.

L’analisi che ne è scaturita è stata riassunta da Paolo Borzatta, senior partner di T.E.H. Ambrosetti, in un volume ricco di suggestioni.

Al centro il rapporto fra tecnologia e aziende e tecnologia e comunicazione. La trasformazione digitale, infatti, non ha un impatto solo nel campo delle competenze, degli strumenti e delle nuove figure professionali, ma impone anche un cambiamento organizzativo nei processi e nel lavoro in azienda. Si va verso un superamento di un’azienda strutturata per silos separati, un modello che nei prossimi anni farà fatica a restare competitiva sul mercato.

In questo contesto una strategia vincente passa dalla capacità di riconoscere l’importanza dei dati, ma anche del loro utilizzo in maniera intelligente e strategica in tutte le funzioni aziendali.

Sotto la lente finiscono dunque i ceo, coloro che hanno il compito di dare impulso a un’organizzazione aziendale basata sulla creazione di gruppi trasversali in grado di collaborare sulle singole attività. Solo questa può diventare la via per ottimizzare il proncesso di analisi dei dati che potranno essere utilizzati per ottimizzare i processi interni, incidendo concretamente sui costi e facendo di conseguenza crescere la marginalità dei prodotti e dei servizi dell’azienda stessa.

“Per le imprese sarà necessario costruire strategie e organizzazioni resilienti ma anche flessibili”, ha detto Borzatta.

Ma in tutto questo va fatta una premessa: le aziende devono evolvere, anche nello stile di comunicazione, perché la rivoluzione tecnologica in primis cambia la società e i consumatori.

Sul mercato si imporranno quelle realtà che proprio attraverso la tecnologia sapranno rendere rilevanti il proprio messaggio nel mare magnum della comunicazione, al di là del canale scelto. Ci si muove sempre di più verso una personalizzazione.

Dallo studio è emerso che Intelligenza Artificiale (AI), l’Internet of Things (IoT), Reti 5G, Robotica, Virtual Reality (VR) e Augmented Reality (AR) e Blockchain saranno le innovazioni che nei prossimi anni, più di altre, impatteranno sul mondo della comunicazione. Più in particolare, nel medio periodo l’Intelligenza Artificiale (AI) ricoprirà un ruolo di primo piano tra le tecnologie che rivoluzioneranno l’attività economica all’interno delle imprese e anche la comunicazione sarà profondamente trasformata, in virtù della capacità dell’AI di abilitare nuove opportunità nell’ingaggio del consumatore. La crescente disponibilità dei dati e l’evoluzione tecnologica stanno già trasformando profondamente anche pubblicità, comunicazione e media, delineando i media business di successo che dovrà essere prima di tutto un data business. La chiave è sfruttare al meglio tutta la potenzialità dei dati che rete e interazioni ci mettono a disposizione.

Ma ci si dovrà muovere anche verso un modello di prediction business, spingendosi a comunicare con loro basandosi sulle previsioni dei loro comportamenti, e di automation business, basato su sistemi tecnologici intelligenti, che affiancheranno l’essere umano sollevandolo dallo svolgere attività ripetitive e di scarso valore aggiunto, per coprire ogni passo del consumer journey.