L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale nella società della conversazione

27 giugno 2018

di Massimo Bolchi


Inter(net)dipendenti, così appaiono gli italiani ne ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale nella società della conversazione’, il 4° rapporto Agi-Censis, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi.

La presentazione ieri mattina alla Camera dei Deputati durante l’Internet Day organizzato da Agi – Agenzia Italia, ha visto la presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, del Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, del Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Salvatore Giuliano, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria Vito Crimi, del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Diego Piacentini, dei Presidente dell’AgCom Angelo Cardani e dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, nonché di altri protagonisti del comparto da del Presidente di Confindustria Digitale Elio Catania al del Segretario Generale del Censis Giorgio De Rita, dal Direttore Public Policy di Google Italia, Francia, Grecia e Malta Giorgia Abeltino all’Head of Public Policy di Facebook Italia, Grecia, Cipro e Malta Laura Bononcini, ai protagonisti della GIG economy come i responsabili di Foodora, AirBnb, Deliveroo e Uber Italia.

In apertura l’intervento del vicepremier Di Maio: “Internet deve essere un diritto prioritario per i cittadini e siamo al lavoro per tutelarlo. Penso alla fornitura da parte dello Stato della connessione alla rete gratis mezz’ora al giorno a chi non se la può permettere”, prima di affrontare il tema caldo del copyright: “due articoli che potrebbero mettere il bavaglio alla rete”, riferendosi agli articoli 11 e 13, e dicendosi pronto a “non recepire” il relativo Regolamento Europeo.

Nel dibattito panel e interviste esclusive dedicate agli aspetti più rilevanti della cultura digitale con la partecipazione dei principali protagonisti della politica, delle istituzioni e delle aziende riuniti a Roma per l’occasione.

Nel suo intervento, Diego Piacentini ha sottolineato la constatazione che è “arrivato ai 7/8 dell’incarico ricevuto”, ma che l’attuazione della PA Digitale è un continuo “work in progress”, che non si può dare mai per terminato. Mentre il Ministro Bongiorno ha auspicato “più avvocati, non più ingegneri” per arrivare a una digitalizzazione davvero per tutti, non limitata a un gruppo ristretto di “esperti”.

L’evento si è chiuso con l’esperimento di fact-checking in diretta condotto da Agi e Pagella Politica.

Sintesi della ricerca

Internet pervade ormai ogni momento della vita quotidiana. La gran parte degli utenti (e in modo particolare i giovani adulti) si collega anche la sera tardi e di primo mattino. Il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al 79,7%).

Il 34,1% usa lo smartphone a tavola (ma i giovani sono il 49,7%). Sei i profili degli utenti Internet tipo in Italia: il 51,1% sono “internauti standard” e usano assiduamente tutti i servizi internet, il 14,3% sono social network addicted, il 10,7% iperconnessi. Solo il 9% sono utenti casuali, l’8,6% utenti di “vecchia scuola” che usano strumenti e funzionalità più datati e il 6,3% “global-nosocial” che usano intensamente tutti i servizi ad eccezione dei social. L’utilizzo intenso della rete vede al primo posto i servizi di messaggistica istantanea, seguono lo scambio di e-mail (64,8%), la presenza sui social network (61%) e l’utilizzo dei motori di ricerca (53,8%).

 

 

La diffusione delle fake news, i comportamenti scorretti protetti dall’anonimato infastidiscono la maggior parte degli utenti: il 76,8% sarebbe favorevole all’introduzione dell’obbligo di un documento di identità all’atto di iscriversi a un social network. Notevole il numero di utenti internet colpiti nel tempo da attacchi informatici, soprattutto virus (41,9%), ma anche phishing (22,2%) e clonazioni (17,9%). Diffusi i comportamenti difensivi e di autotutela (antivirus e precauzioni d’uso di diversa natura). Esiste comunque un 15-20% di utenza che non adotta neppure le cautele minimali. Limitata anche l’attenzione alle informazioni sulla privacy.

Il nuovo regolamento europeo per l’acquisizione e gestione dei dati (GDPR) non scalda i cuori: il 40,6% degli intervistati non lo ritiene fondamentale. Contemporaneamente la maggior parte degli utenti non si fida della gestione dei dati da parte dei social network (69,6%) e dei motori di ricerca (60,5%). Migliore la situazione della fiducia nei confronti di soggetti pubblici, banche e siti di eCommerce.