Per Publicis Italia un Cannes da record con 13 Leoni

25 giugno 2018

Bruno Bertelli e Cristiana Boccasini

di Andrea Crocioni


Dei 22 Leoni conquistati da agenzie italiane nel corso di Cannes Lions 2018, 13 se li è portati a casa Publicis che si conferma sempre molto competitiva al Festival.

“Per noi è un record assoluto”, commenta soddisfatto Bruno Bertelli, tracciando un bilancio dell’edizione che si è appena chiusa.

“La cosa bella è che questi riconoscimenti sono arrivati in differenti categorie e con produzioni diverse”, sottolinea il Ceo di Publicis Italia e Global Chief Creative Officer di Publicis WW.

Sulla Croisette si è di fatto celebrato il grande ritorno in comunicazione di Diesel sullo scenario globale con progetti che hanno arricchito il medagliere del nostro Paese, consentendoci di superare, un po’ a sorpresa, i risultati già ottimi dello scorso anno.

“Per noi è un motivo di orgoglio – continua Bertelli – anche il fatto di riuscire a vincere con progetti veri e realizzati per i clienti più grandi dell’agenzia e non con operazioni messe a punto per le realtà del no profit. I lavori più belli devono essere per i nostri clienti più importanti: per noi questa è una regola”.

Ma se da un lato brillano i tre Leoni d’oro vinti dall’agenzia quest’anno, il pubblicitario non nasconde la delusione per il mancato risultato nella categoria Film:

“Devo dire che è stata una sorpresa non ottenere nessun riconoscimento con progetti che si erano fatti apprezzare in altre categorie. Ma Cannes del resto è una lotteria”.

A pesare anche il meccanismo delle giurie ristrette che sono una variabile da tenere in considerazione secondo Cristiana Boccassini, Chief Creative Officer di Publicis Italia.

“Con un numero ristretto di giurati e la tendenza a trovare un punto di incontro, basta veramente poco a spostare l’ago della bilancia”, chiarisce.

E aggiunge: “Comunque non aver preso nemmeno un bronzo nei Film mi sembra un fatto quantomeno curioso. Ci resta comunque una gratificazione personale per i riconoscimenti ottenuti in un contesto internazionale come questo. Per noi è importantissimo. Bruno ha impostato l’agenzia proprio con questa filosofia. Siamo una boutique creativa internazionale strutturata per confrontarsi con clienti e una platea che vanno oltre i confini italiani”.

Cosa si portano a casa da questo Festival? “Sicuramente la conferma che i trend e i temi della comunicazione sono sempre più globali – risponde Boccassini -. Siamo molto più accomunati. In questo contesto i progetti locali passano con difficoltà e hanno bisogno di essere spiegati. Questa è la grossa differenza rispetto a qualche anno fa. Una cosa che ho particolarmente apprezzato da questa edizione rinnovata della manifestazione è che la creatività è tornata al centro della scena. È un vero Festival della Creatività al servizio del marketing e del business. Un effetto che paradossalmente è più evidente nelle categorie più tecniche, dove ho visto i progetti più creativi. Questo perché finalmente si è capito che non c’è niente come la strategia creativa per trovare soluzioni per il business”.

 

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