‘New era, new age’: sir Martin Sorrell ‘archivia’ le polemiche con Wpp e si concentra su S4 Capital

25 giugno 2018

Martin Sorrell e Ken Auletta

di Laura Buraschi


“Pare che qualcuno abbia paura di S4 Capital…”. “Non ha senso, siamo solo una nocciolina. Certo è anche vero che alcuni sono allergici alle noccioline…”.

Un botta e risposta incalzante ha animato venerdì mattina il Lumière Theatre a Cannes: protagonisti Ken Auletta, giornalista e scrittore che ha recentemente pubblicato ‘Frenemies: The Epic Disruption of the Ad Business (and Everything Else)’ e sir Martin Sorrell.

L’ex ceo di Wpp ha risposto senza difficoltà a tutte le domande rivolte da Auletta, sia in merito alle indagini che hanno portato alla sua uscita dalla holding (“Le indagini non hanno dato nessun risultato, tutto il resto sono indiscrezioni non confermate”) sia alle insinuazioni sul suo atteggiamento ‘aggressivo’: “Se mi chiedete se sono una persona facile la risposta è no. Sono una persona che pretende molto”.

In un secondo momento, nel corso della conferenza stampa con i giornalisti intervenuti al Festival del Creatività, Sorrell ha approfondito alcuni aspetti della nuova società in fase di costituzione, S4Capital.

“L’obiettivo è quello di essere altamente competitivi ma in un modo totalmente diverso; più agile, più flessibile, più economico. Il nostro motto è ‘New era, new age’: ci concentreremo quindi su due fattori, tecnologia e geografia. S4 Capital sarà una multinazionale che dovrà inevitabilmente parlare ai Paesi emergenti, anche se non mi piace chiamarli così”.

La struttura ha attualmente già raccolto 51 milioni di sterline dai fondi e dispone di 40 milioni di sterline proprie.

“Il mercato è cambiato – ha aggiunto Sorrell – quindi S4Capital sarà inevitabilmente una struttura diversa da Wpp”.

Un altro tema ‘chiave’ di cui Sorrell si è trovato a discutere è quello della successione, a partire dalla sua in Wpp: “Potevo essere investito da un autobus. Come poi è successo!”, ha ironizzato, ma ha precisato che il piano per il ‘dopo Sorrell’ era già pronto da anni ed è quello in parte attuato, con Mark Read e Andrew Scott nel ruolo congiunto di ceo.

“Anche le altre holding hanno affrontato in questi anni o affronteranno a breve dei cambiamenti ai vertici – ha sottolineato Sorrell – è qualcosa di cui tutte le società devono tenere conto”.

Non manca di tornare sulla sua polemica sul festival: “Un anno fa ho detto che la città di Cannes e il mese di giugno non sono esattamente il luogo e il momento migliore per un evento del genere, e non ho cambiato opinione. Dobbiamo interrogarci su questo: è giusto avere un’occasione dove celebrare i lavori e i clienti, ma dobbiamo anche considerare il calo di presenze pari al 25%”.

Su questo punto, a Sorrell ha ribattuto prontamente il ceo di Ascential Duncan Painter: “C’è stato un calo ma non è assolutamente di questa entità. Siamo intorno al 10% di delegati in meno”.

 

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