Tra digital e old school, la big idea è comunque quella che vince

21 giugno 2018

Johnny Tan

La visione di Johnny Tan, executive creative director APAC di 72andSunny e presidente della Giuria Design

di Giovanni Lunghi


Brand sempre più attivi nel supportare cause sociali, l’impatto del digital e un po’ di nostalgia per l’advertising ‘old school’ in un Festival che continua a reinventarsi a ogni edizione.

Per Johnny Tan, executive creative director APAC di 72andSunny e presidente della Giuria Design, sono questi i principali tratti che caratterizzano l’edizione 2018 di Cannes Lions. Non è più l’advertising nella sua espressione prevalentemente commerciale che ha già conquistato diversi Grand Prix.

Piuttosto, secondo Tan, la tendenza premia i brand che si schierano sul fronte di temi sociali come gender inequality, cambiamento climatico, il problema delle armi.

Naturalmente, i progetti migliori sono quelli che riescono a trovare il giusto equilibrio tra visioni progressiste e R.O.I. Ciò che Johnny Tan rimpiange un po’ è l’advertising ‘old school’, i tempi in cui si prestava più attenzione alla qualità e allo stile.

Ma sembra ci sia un ritorno: per esempio, la giuria della categoria Print ha cominciato a dare più peso alla qualità e all’impatto della realizzazione dell’idea piuttosto che all’eventuale trasposizione in digital.

Non è detto però che il digital sia in contrasto con gli standard ‘old school’, anzi: la tecnologia è qui per restare, ma ciò che per l’ECD 72andSunny fa la differenza è come utilizzare al meglio le opportunità offerte da nuovi strumenti.

E cita un esempio: il progetto creato da Intel per le Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Una coreografia orchestrata con 1.200 droni che hanno danzato come stelle per salutare l’inizio dei giochi. Non si può immaginare qualcosa di più tecnologico ma coinvolgente ed emotivo allo stesso tempo. “Chiunque lo abbia ideato e realizzato merita sicuramente un premio”.

Clicca qui per tutti gli articoli relativi a Cannes Lions 2018