Craft: per Diesel e Publicis Italy altri 3 Leoni (più 1)

21 giugno 2018

di Laura Buraschi


Tra i Track istituiti quest’anno a Cannes Lions e che raggruppano premi diversi, il Craft Track comprende tre categorie: Film, Digital e Industry. Proprio nel Film Craft arrivano altri premi per Publicis Italy e Diesel.

‘Go with the flaw’, la prima campagna che l’agenzia ha firmato per il cliente, ottiene infatti un argento e un bronzo, con un ulteriore bronzo che però viene conteggiato per la Francia in quanto in quel caso l’iscrizione è stata effettuata dalla casa di produzione Division di Parigi. Un altro bronzo è stato invece assegnato al seguito della campagna, ‘Keep the world flawed’.

A conquistare il Grand Prix è ‘Hope’, ideato da Sra Rushmore di Madrid per l’International Comitee of the Red Cross, per promuovere il messaggio #notatarget. Il film racconta del viaggio disperato di un padre siriano la cui figlia è rimasta ferita. Una volta giunti all’ospedale, tuttavia, scopre che è stato distrutto dai bombardamenti: ‘No hospitals, no hope’ è il claim della campagna, che ribadisce che anche le guerre hanno delle regole da rispettare.

Diane McArter, presidente e fondatrice di Furliner, sottolinea: “È un filmato molto toccante che ha colpito tutta la giuria. Nel complesso tra i lavori premiati abbiamo trovato un vasto range di produzioni complesse partendo da idee semplici”.

13 gli ori assegnati nei Film Craft Lions, di cui 5 agli Stati Uniti, 3 alla Germania, 2 alla Gran Bretagna, uno a Spagna, Australia e Filippine.

Il Digital Craft celebra il talento artistico nella tecnologia: il lavoro più rappresentativo, secondo la giuria guidata da Jean Lin, global ceo Isobar, è stato ‘Aeronaut VR’, un video in VR realizzato da Isobar New York e Viacom New York per William Patrick Corgan (cantautore statunitense noto soprattutto come cantante degli Smashing Pumpkins).

“È molto interessante vedere l’evolversi di questa categoria nell’arco degli anni – ha spiegato Lin -. Non è stato facile scegliere un Grand Prix tra tanti progetti molto diversi, che potesse essere rappresentativo di tutto il Digital Craft”.

Solo tre gli ori assegnati nella categoria: a ‘Live Looper’ di BBDO New York per Downtown Records, ‘Dispatch’ di Here be dragons per Oculus e ‘Ricky Brasil’ di Ogilvy Brasil per Forbes Brasil.

Infine, Industry Craft è la categoria che celebra il talento creativo in tutti gli altri media, esclusi quindi film e digital. Ed è un annuncio stampa ad aggiudicarsi il GrandPrix: ‘Ali’ di Ogilvy Chicago per SC Johnson.

Il presidente della giuria Yang Yeo, creative Kaiju Hakuhodo, ha spiegato: “Si tratta di un pezzo estremamente coinvolgente pur essendo apparentemente semplice. Leggendo il testo si riescono a sentire ballare gli scarponcini, se ne può quasi sentire l’odore. Questa è la bellezza di un copywriting dall’esecuzione perfetta. Craft non significa solo tecnologia o effetti speciali”.

5 gli ori assegnati nella categoria: ‘Adidas Tennis Collection by Pharrell Williams’ di Lloyd (+Co) NY e ‘I am other’ per Adidas; ‘Mosaics’, ‘Door’, ‘Relief’, ‘Beads’, ‘Carpet’ e ‘Stained Glass’ di Y&R Dubai per Interreligious Council in Bosnia & Herzegovina; ‘Factory’ di J. Walter Thompson Casablanca per Kitkat; infine doppio oro per ‘Dragster’, ‘Shuttle’ e ‘Heroes’ di Ogilvy Hong Kong per KFC.


Cristiana Boccassini: “Nobilitare il lavoro vero, l’unico che porta un ritorno”

Intervista alla giurata italiana nella categoria Industry Craft

Cristiana Boccassini

“Non abbiamo premiato il virtuosismo fine a se stesso, ma operazioni in cui il crafting è servito a innalzare l’efficacia della comunicazione, il valore dell’idea creativa, attraverso diverse leve”, con queste parole Cristiana Boccassini, Chief Creative Officer di Publicis Italia, commenta la propria esperienza in giuria nel team che ha valutato i progetti della categoria Industry Craft.

“Si trattava di una giuria nuova al Festival, all’esordio quest’anno, e ci siamo sentiti tutti molto responsabilizzati – ha aggiunto -. Il confronto è stato molto sereno, si è creato un bel clima, molto ‘fair’. Ha aiutato anche il fatto che si trattasse di una giuria ristretta e molto variegata nelle professionalità, non composta esclusivamente da pubblicitari, ma anche da designer e fotografi, ben indirizzata dal presidente (Yang Yeo, ndr). Eravamo solo dieci e questo ci ha dato modo di essere più vicini nel momento di giudicare i lavori e molto concentrati”.

Sul Grand Prix, assegnato ad ‘ALI’ di Sc Johnson, il criterio di valutazione è stato molto lineare.

“In Industry Craft – spiega Boccassini – le sottocategorie sono molto specifiche. Le abbiamo giudicate chiaramente da un punto di vista tecnico, ma non ci siamo dimenticati del fatto che siamo a un festival dell’advertising e che tutta questa tecnica deve essere applicata alla veicolazione di un messaggio. Quindi il crafting è stato valutato in termini di freschezza, di esecuzione eccellente, ma quello che ha pesato di più è stata proprio la capacità di aggiungere qualcosa di pesante nella trasmissione del messaggio, che resta il fine. Il Grand Prix è assolutamente aderente a questa indicazione. Abbiamo premiato l’eccellenza di un progetto che ha avuto l’abilità di andare oltre a quello che è il copywriting. Al di là della capacità di scrittura, della musicalità e dell’aderenza al posizionamento del brand e al contenuto pubblicitario, l’ho trovato di un’incredibile potenza visiva, un autentico pezzo di storytelling che, come diversi progetti in corsa, può essere assolutamente d’ispirazione per noi italiani”.

E conclude: “Fra tante campagne sociali, abbiamo prestato grande attenzione a premiare il lavoro dei brand e la difficoltà che questi incontrano per mantenere alto il livello della propria comunicazione, anche per il più complesso iter di approvazione a cui sono sottoposti i progetti. Tutte le giurie erano sensibilizzate su tale aspetto. Questo significa nobilitare il nostro lavoro quotidiano, perché l’eccellenza va ricercata nel lavoro vero che è l’unico che porta un ritorno”. (A.Cr.)

 

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