Arthur Sadoun: “L’anno prossimo torneremo, i nostri lavori hanno bisogno di essere giudicati”

20 giugno 2018

Arthur Sadoun, Claudia Serrano e Nick Law

di Laura Buraschi


“Il Festival ci è mancato, non è facile non essere qui”: Arthur Sadoun, chairman e ceo di Publicis Groupe, ha esordito così ieri al Grand Auditorium Lumière nell’incontro dal titolo: ‘Marcel. One year later: AI, creativity and the future of our industry’.

Con lui sul palco anche Nick Law e Claudia Serrano, rispettivamente chief creative officer e chief strategy officer di Publicis Groupe. Dopo una breve presentazione di cosa è Marcel e delle sue potenzialità (vedi notizia), l’incontro si è concentrato su 20 domande poste da diverse personalità di agenzie e aziende.

Da Tham Khai Meng a David Droga, fino allo stesso Maurice Lévy, chairman del supervisory board del Gruppo, che con la sua consueta ironia ha chiesto ai tre manager: “Quale sarà la vostra stupida prossima idea?”.

Niente ‘stupide idee’, secondo quanto annunciato, ma la ferma intenzione di portare avanti il progetto per migliorare la connessione tra gli 80.000 dipendenti del gruppo, perché “il talento è equamente distribuito, le opportunità no”, come ha affermato Law.

“Ci siamo presi un grande rischio – ha aggiunto Sadoun – ed è stata dura lo scorso anno sentirmi dire che non prendevo le difese della creatività, non è così. I tagli nelle spese di marketing sono giunti alla fine, avevamo bisogno del budget per realizzare Marcel e ora che abbiamo raggiunto l’obiettivo ritorneremo a Cannes. I nostri lavori hanno bisogno di essere giudicati, sono lavori importanti, per importanti clienti”.

 

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