Google: perché torniamo ai Cannes Lions

5 giugno 2018

Torrence Boone

Parla Torrence Boone, VP Global Agency e Brand Services, Google

La revisione molto discussa dei Cannes Lions di quest’anno – l’inclusione dei Digital e dei Cyber Lions nel festival principale, con una nuova attenzione alla creatività come abilitatore per il business – è una risposta positiva alle sfide che l’industria pubblicitaria ha affrontato negli ultimi 12 mesi. Nell’ultimo anno ho incontrato decine di CMO, direttori di agenzia e leader del settore, e sono emerse tre sfide in particolare. Nessuna di queste può essere affrontata da una singola azienda.

La mancanza di diversity nel talento alla base del lavoro

Solo il 54% dei creativi concorda sul fatto che la diversity nel settore creativo sia migliorata negli ultimi cinque anni. Questo è un tema importante per molte ragioni: un team che valorizza la diversity ottiene migliori risultati di business; i Millennial rappresentano la generazione più diversificata di sempre e si aspettano che le pubblicità li rappresentino (vedi link); inoltre, si aspettano che i brand prendano posizione sul tema della diversity.

La pubblicità digitale deve essere più efficace, d’impatto e rilevante

Basta un click per passare al video successivo. Questo significa che le pubblicità devono essere più efficaci nell’attrarre l’attenzione degli utenti. L’epoca delle audience passive e garantite è finita da tempo, quindi le storie che i brand raccontano e gli strumenti, le piattaforme e le persone con cui collaborano per parlare di se stessi devono essere più efficaci che mai. Il segreto è essere pertinenti.

Domande sul livello di fiducia nella pubblicità

Da esperti del settore, abbiamo tutti familiarità con il momento cruciale che sta vivendo l’advertising oggi. I consumatori sono più attenti all’uso che viene fatto dei loro dati e i brand sono alla ricerca di partner e piattaforme affidabili che li aiutino a soddisfare questa esigenza. Sono sfide fondamentali e l’intero settore deve lavorare unito per risolverle. Il Festival di Cannes è senza dubbio il posto migliore per affrontarle.

Gli obiettivi di Google a Cannes quest’anno

Partendo da questi presupposti siamo impegnati per ottenere maggiori progressi sui temi di diversity e creatività. Robert Wong e Steve Vranakis del Creative Lab di Google saranno sul palco del Palais, per discutere il ruolo centrale che una comunità creativa e senza stereotipi di genere può svolgere nel nostro settore.

Lanceremo anche il primo Google Creative Campus a Cannes in collaborazione con la Roger Hatchuel Academy. Parteciperanno all’accademia 45 studenti, dei quali almeno la metà appartiene a gruppi storicamente sottorappresentati nella pubblicità e nel marketing.

In secondo luogo, offriremo ai nostri amici e partner un programma di incontri per discutere e imparare: una speciale selezione di Lightning Talks che si terrà durante tutta la settimana alla Google Beach.

Insieme a ospiti di Unilever, WPP, AMV BBDO, Carat, BBH e Ogilvy, ma non solo, discuteremo alcune delle questionipiù interessanti del nostro mondo: ‘Che aspetto ha l’agenzia del futuro?’, ‘Come realizzare una campagna priva di stereotipi?’ e ‘In che modo i dati possono essere più creativi?’.

Infine, Susan Wojcicki, ceo di YouTube, sarà protagonista al Palais con ‘What Matters Next’, per discutere temi come la costruzione di un brand, il coinvolgimento dell’audience e la responsabilizzazione nell’era digitale. Insieme a Susan ci sarà Lubomira Rochet, chief digital officer di L’Oreal, che racconterà l’ingresso nel digitale del colosso del beauty, mentre Lyor Cohen, global head of Music di YouTube, condividerà la sua visione per la piattaforma e la prossima “età dell’oro” della musica.