Il Pubblivoro – Speciale Grandprix: cinque strategie da premio

28 maggio 2018

Giampaolo Rossi

a cura di Giampaolo Rossi (Fabbrica di Lampadine)


Lunedì scorso a Milano si è svolto il GrandPrix Advertising Strategies dove, nonostante gli ospiti eccezionali – a partire da Carla Fracci per arrivare a Vittorio Storaro, passando dal trapper Ghali -, le vere protagoniste sono state le campagne pubblicitarie in gara.

Commentiamo velocemente i primi cinque premiati.

Il primo premio lo vince la Fiat 500 con la campagna integrata per i festeggiamenti del sessantesimo compleanno. Un ruolo centrale lo ha il cortometraggio ‘See you in the future’ con protagonista il premio Oscar Adrien Brody. Un viaggio nel tempo che si muove sulle corde della nostalgia e del sogno. L’elemento vincente del film, che poi è il fil rouge tutta la campagna integrata, è la capacità evocativa di portare lo spettatore negli anni sessanta, facendo respirare i colori, le atmosfere e l’ingenuità di quel periodo.

 

Le tre operazioni della campagna ‘Tribute to 500’ di FCA Group vincitrici del GP

 

Al secondo posto si è classificata ‘Anima Sarda’ di Heineken Italia – Ichnusa di una bellezza travolgente. Qui funziona tutto: il concept che utilizza la tecnica di contrasto tra la narrazione delle immagini molto emozionali legate alle tradizioni sarde e le scritte (per definizione razionali, fredde e prive di potere evocativo) che richiamano la moda e la modernità. La scelta musicale è perfetta, l’inizio con il ritmo delle percussioni che evoca l’ancestralità dell’umano. Lo svolgimento musicale in crescendo che si ferma per lasciare spazio al rumore del mare che irrompe nello spot scuotendo lo spettatore. Ed in fine il claim che sintetizza l’esperienza visiva e sonora regalando al brand la preziosità della tradizione, dei valori e della cultura del luogo di origine della birra.

 

 

Al terzo posto si è classificata Diesel con ‘Go with the fake’, che conferma l’altissimo livello con cui l’azienda di abbigliamento di Berganze sta comunicando nell’ultimo periodo, tornando ai livelli che permisero al marchio di affermarsi negli Stati Uniti. Qui la scelta è l’autoironia, sempre sinonimo di intelligenza, che permette di far diventare un punto di forza la debolezza della lotta all’imitazione. Il montaggio, i colori e i dettagli in formato reality e candid camera rendono il tutto divertente e credibile.

 

 

Al quarto posto altro premio a ‘Fiat 500 Missing parts’. Qui si lavora sul tema dalla parità di genere sfatando l’immaginario collettivo rappresentato dalla restituzione di Google sull’argomento “donna e automobile”, mostrando come sarebbe un’automobile senza i contributi d’ingegno del genere femminile. La narrazione è convincente e il cambio di registro tra i video di Google e i movimenti di camera sul veicolo senza pezzi è particolarmente ben riuscito.

 

 

Al quinto posto ‘Biodentro’ di Carrefour, che dimostra che nonostante l’abito non faccia il monaco la tentazione di avere pregiudizi fa parte dell’animo umano. La rappresentazione realistica dei focus group con l’improbabile esperto, ripresa senza luci aggiunte a quelle fredde degli ambienti professionali, le inquadrature apparentemente improvvisate e i locali senza fascino rendono tutto molto vero, facendo passare l’esempio esposto come rappresentativo del pensiero generale.