PHD: chiusura 2018 positiva, meglio del 2017

28 maggio 2018

Alessandro Lacovara, managing director di PHD Italia

Il md Lacovara: “Costruiamo dei piani di lancio di nuovi business a 360°, dall’analisi di mercato alla strategia, alle vendite, alla retention e al media”

di Valeria Zonca


“Chiuderemo il 2018 con segno molto positivo e meglio del 2017, che aveva registrato sul 2016 una crescita double digit”, ha spiegato Alessandro Lacovara, managing director di PHD, l’agenzia media di Omnicom Media Group, a margine della presentazione della ricerca ‘L’insostenibile leggerezza del dato’ che si è svolta lo scorso 24 maggio a Milano (vedi notizia).

“Dall’inizio dell’anno abbiamo fatto new business con sei clienti, di cui due sono nuovi player nel mercato italiano nei settori telefonia ed energia – ha proseguito -. Budget ‘freschi’ che ci hanno scelto perché abbiamo costruito dei piani di lancio di nuovi business a 360°, dall’analisi di mercato alla strategia, alle vendite, alla retention e al media. Siamo un’agenzia di comunicazione e media, ma la pianificazione è diventata ‘uno’ degli elementi fondamentali all’interno della strategia”.

I clienti nuovi dei settori telefonia ed energia non sono stati confermati dal managing director di PHD ma sono Iliad e Iberdrola. Lacovara, che al momento del suo ingresso in PHD aveva dichiarato l’obiettivo di accelerare la leadership dell’agenzia nel mercato italiano e di avanzare nella classifica Recma, ha commentato: “Ci stiamo avvicinando e a fine 2018 scaleremo delle posizioni”.

La ricerca presentata fotografa la popolazione italiana nei confronti dell’uso dei dati personali, alla luce dell’entrata in vigore del GDPR, ed è stata realizzata su un panel di 2.000 persone tra i 18 e i 64 anni attraverso interviste digitali. Il mercato dei dati in Italia vale 2,3 miliardi di euro e si precede che saranno 200 nel mondo nel 2022, con l’80% della cifra che va ad aziende come Facebook.

“Ogni anno PHD si occupa di una tematica e nel 2018 è l’AI, quindi uno dei modi di affrontarla era sviluppare una ricerca sui dati. Inoltre, gli investimenti sul digitale crescono, così come la fetta di programmatic adv. Abbiamo realizzato l’indagine circa un mese prima del caso Cambridge Analytica, poi l’abbiamo rivista per scoprire che i risultati non variavano di molto”, ha concluso Lacovara.