Assorel: riflettori puntati su Bitcoin e Blockchain

11 maggio 2018

L’associazione guidata da Filomena Rosato conferma la propria vocazione alla promozione culturale all’interno della industry che si lega all’analisi di tematiche di attualità

di Fiorella Cipolletta


Il dibattito su Bitcoin e Blockchain è quanto mai vivo e aperto. La febbre dell’oro digitale ha creato una forte spaccatura tra sostenitori e detrattori.

AssorelIncontri, il contest creato da Assorel per promuovere momenti di aggiornamento, approfondimento e confronto al servizio del mondo della comunicazione sui temi più attuali dell’economia e del mercato, ha richiamato l’attenzione dell’industry sul potenziale della tecnologia che promette di rivoluzionarla società. L’incontro, intitolato ‘Criptomonete e Blockchain: la febbre dell’oro digitale’, si è svolto mercoledì 9 maggio a Milano.

Ospite dell’appuntamento, aperto da un saluto di benvenuto della presidente di Assorel Filomena Rosato, il professore Luca Fantacci – Lecturer di Storia Economica e Finanziaria dell’Università Bocconi, autore del libro ‘Per un pugno di Bitcoin’. Considerato uno dei massimi esperti sul tema in Italia, Fantacci ha raccontato da un punto di vista tecnico descrittivo il tema delle cripto monete e della Blockchain, illustrandone gli aspetti chiave. A moderare il dibattito il direttore Wired Italia Federico Ferrazza.

“L’entrata sul mercato dei bitcoin ha fatto balenare la prospettiva della disintermediazione nel trasferimento di ogni genere di asset, finanziario e reale – ha spiegato Fantacci -. L’idea è che la blockchain, il libro contabile virtuale che sottende bitcoin, possa essere usata per trasferire la proprietà di qualunque bene, non solo denaro, ma anche auto o case. Con l’ulteriore beneficio di non dover passare da un intermediario. La Blockchain è un emergente modello che propone una filosofia nella creazione dei servizi Internet non più fondata sull’accentramento di pochi”.

Un protocollo sicuro e inespugnabile, che promette di rivoluzionare la società, il modello della Blockchain, ma che non può sostenersi senza bitcoin o criptovalute.

 

Alessandro Cederle, Carola Salvato, Filomena Rosato, Luca Fantacci e Federico Ferrazza

 

“Bitcoin è nato come una sfida al sistema bancario con l’intento di disintermediare le Banche. Un’innovazione rivoluzionaria che unisce le caratteristiche del denaro contante, ossia l’anonimato, con i vantaggi della moneta digitale, ed essere utilizzata per pagamenti anche a distanza in tempo reale. Questo si unisce a dei difetti che hanno impedito a Bitcoin di essere utilizzati da tutti. Primo tra tutti la forte oscillazione di valore. La Blockchain è la tecnologia sottostante ai Bitcoin. La Blockchain abbraccia il paradigma peer-to-peer: i servizi sono erogati da una rete di nodi paritetici distribuiti su internet – ha sottolineato Fantacci -. In un network blockchain i nodi si coordinano e collaborano tra loro per registrare in un ‘libro mastro condiviso’ un elenco di entrate e di uscite, le cosiddette ‘transazioni’. Uno spostamento che può avvenire solo se è stato preventivamente autorizzato dal proprietario del dato mediante il consenso al trasferimento che esprime apponendo la propria firma digitale. Per alimentare la blockchain il sistema necessità di bitcoin o altre cripto valute. Due tecnologie che hanno un potenziale molto forte ma anche delle fragilità”.

La febbre dell’oro digitale ha diviso i media e di conseguenza l’opinione pubblica. Grazie alla collaborazione con L’Eco della Stampa, rappresentato per l’occasione dal direttore Divisione Media Monitoring e Analisi Alessandro Cederle, sono stati recuperati i titoli usciti sui media dedicati al mondo delle criptomonete, da cui emerge una narrazione molto contrastante che passa dall’entusiamo di alcuni alla profonda diffidenza di altri.

“Saper guadare avanti è linfa vitale per l’associazione – commenta Filomena Rosato, presidente di Assorel e Founder e Ceo di FiloComunicazione -. Assorel con questa iniziativa conferma la propria vocazione alla promozione culturale all’interno della industry che si lega all’analisi di tematiche di attualità, filtrate dallo sguardo dei professionisti della comunicazione e finalizzata ai bisogni dell’impresa. Un senso di responsabilità verso il mercato con un approccio alla formazione che amplia il proprio raggio e diventa itinerante nel portare contenuti all’interno delle imprese e favorire il migliore dialogo tra gli stakeholder. Il confronto dialettico costante con il mercato e con le specializzazioni emergenti, gli investimenti in formazione e tecnologia negli ultimi dieci hanno portato le PR ad adottare nuovi modelli organizzativi e di business, ampliare il raggio di azione della propria consulenza, acquisire nuovi know how e nutrirsi di contaminazione”.