Grey, Marta Di Girolamo: “Una nuova generazione di manager per il modello di business del futuro”

13 aprile 2018

Marta Di Girolamo (ceo), Christopher Jones (cco), Gaetano De Marco (cso)

di Valeria Zonca


“È un momento interessante per la creatività: è in atto una rivoluzione culturale nelle agenzie e non si può tornare indietro”.

La convinzione è di Marta Di Girolamo, ceo di Grey, che ha incontrato la stampa di settore ieri, a margine della presentazione dell’evento ‘La notte del maestro’ (vedi notizia).

Il riferimento è relativo alla strategia di horizontality voluta dagli alti vertici del Gruppo Wpp che in Italia sta provocando alcuni cambi al vertice delle singole sigle, che vengono sempre più accorpate per creare dei team di lavoro dedicati a brand come Vodafone, FCA, Campari, per citarne alcuni.

“C’è una nuova generazione di manager chiamata a intervenire sul modello di business per riscriverlo – ha proseguito il ceo dell’agenzia -. La creatività è una materia che va ripensata anche alla luce del caso Facebook: è una grande sfida, ma lo considero un segno positivo”.

“È cambiato il modo di lavorare e la nostra agenzia ha scelto il principio della multidisciplinarietà e ora collabora con Kantar, includendo nel processo di ideazione le ricerche, che prima venivano considerate il ‘serial killer’ della creatività – ha aggiunto Gaetano De Marco, chief strategy officer di Grey -. Riusciamo a offrire nuovi servizi e a rinnovarci: questo significa dare un nuovo output al cliente e maggiore linearità, perché ora ricercatori, planner e creativi lavorano allo stesso tavolo non solo per operazioni pensate per i mezzi digitali”.

Il cuore dell’agenzia è ‘famously effective’, “un progetto culturalmente rilevante per generare risultati di business – ha detto Di Girolamo -. Sono venuti meno dei confini nello sviluppo della creatività: il creativo non è più colui che guarda il consumatore dall’alto al basso, deve interagire con il fruitore della creatività. Crediamo nella diversity preservando le singole competenze che ovviamente può vantare chi lavora in agenzia. È successo con Polaroid cliente con il quale abbiamo co-creato la strategia di marketing, rivolta al target Millennials, coinvolgendo dei prosumer, cioè per definire la brand strategy, ci siamo portati in casa il consumatore”.