Il Pubblivoro: con gli automobilisti vince la carta delle emozioni

9 aprile 2018

Giampaolo Rossi

a cura di Giampaolo Rossi (Fabbrica di Lampadine)


Prestazioni eccellenti, caratteristiche tecniche di alto livello e affidabilità dei prodotti non sono più buone argomentazioni di vendita in quanto dal consumatore, che è sempre più preparato, vengono ormai considerate delle commodities.

Questo concetto vale soprattutto per l’automobilista, che dà per scontato che un’auto funzioni bene e non si rompa mai.

La pubblicità deve quindi puntare su elementi sottili, che possano fare la differenza facendo leva sulla parte emozionale del cervello. Ormai gli studi delle neuroscienze convergono sul fatto che la decisione d’acquisto viene fatta dalla parte del cervello che non conosce la parola.

 

 

Mitsubishi punta al mercato dei giovani con il linguaggio fresco dell’animazione proponendo il modello Space Star come “sollievo immediato dal traffico cittadino”. L’idea funziona e la realizzazione dello spot ancora di più in quanto gli aspetti tradizionalmente commerciali come prezzo, numero di posti e guidabilità per neo patentati diventano elementi corollari e di rinforzo razionale a un aspetto emozionale che prevale decisamente. La scelta creativa che ricorda il vecchio e straordinario motto del Cynar “Contro il logorio della vita moderna” funziona perché prende in considerazione un aspetto negativo dell’utilizzo dell’automobile (contrariamente a tutte le teorie di marketing classiche) come la difficoltà di parcheggiare o delle ore passate nel traffico, che vengono descritte in modo leggero e simpatico e che trovano nella Space Star un rimedio validissimo.

 

 

Molto bello anche lo spot del lubrificante Total ‘Total Quarz Robot’. Per esaltare le caratteristiche del nuovo olio motore che, proprio perché invisibili e difficilmente tangibili dal consumatore vengono spesso sottovalutate, cita in maniera creativa uno dei telefilm di più successo degli ultimi anni: The Walking Dead. Qui i motori si trasformano in robot a caccia del pregiato lubrificante e del motore che ne ha assunto i benefici. L’animazione dei robot-zombie è molto ben fatta, così come gli scenari e la scelta dell’ambientazione del ponte in costruzione. Le citazioni all’immaginario del telefilm sono molteplici e tutte indovinate, in particolare quella in cui i robot in assenza del super lubrificante Total si congelano al freddo.

 

 

Di alto livello anche la pubblicità di Q8 con ‘Fly’ che lavora su un semplice ma efficace concetto: quello del viaggiare più leggeri, se la sosta si fa in una delle stazioni del brand. I trenta secondi iniziali, pari ai due terzi del film commerciale sono impiegati per un’esperienza visiva di grande piacevolezza, accompagnata dalla colonna sonora dei Beatles ‘Drive my car’ che è sicuramente la scelta perfetta. La cura dell’estetica, accompagnata da una camera sempre in movimento con prospettive e punti di vista che cambiano a ogni inquadratura, sono la firma di questa pubblicità, tanto che lo stacco sul benzinaio con la telecamera ferma e l’ingresso della voce fuori campo diventano un cambio di registro audace che ha lo scopo quasi di destare lo spettatore dall’immersione visiva per dare evidenza al brand.