Il business digitale senza segreti con Digitalization

3 aprile 2018

Gianluigi Ballarani

di Andrea Crocioni


Il 7 e l’8 aprile si terrà, a Milano, presso il Marriott Hotel di via Washington 66, la prima edizione di Digitalization.

L’appuntamento è aperto a tutti coloro che intendono comprendere e approfondire il funzionamento e le dinamiche del business digitale. A raccontarcelo è la mente e l’organizzatore dell’iniziativa, Gianluigi Ballarani, ceo di Hotlead, agenzia pubblicitaria specializzata in marketing diretto. Ci ha spiegato come nasce Digitalization e a chi si rivolge.

“Questa iniziativa nasce dalla mia esperienza personale – sottolinea il professionista -. In questi anni hanno iniziato a chiamarmi in ambito accademico per raccontare la mia esperienza imprenditoriale nell’ambito digitale e ogni volta, alla fine del mio intervento, venivo tempestato di domande da studenti desiderosi di saperne di più. Ho capito che intorno al mondo del digitale c’è un grandissimo interesse e ho iniziato a realizzare dei brevi video formativi, ma anche questo non era sufficiente, serviva qualcosa di più completo. Così è nato Digitalization, che nelle mie intenzioni vuole essere una sorta di roadmap per creare un business digitale da zero”.

E aggiunge Ballarani: “La due giorni è rivolta a un pubblico molto ampio, essenzialmente a tutti coloro che guardano al digital come strumento per trovare nuovi sbocchi professionali o per migliorare la propria posizione. Per cui ci rivolgiamo ai giovani, ma anche a manager e imprenditori. In Italia si discute tanto di disoccupazione, ma nel 2017 il 22% delle offerte di lavoro in ambito digitale non hanno avuto risposta per mancanza delle giuste competenze. Questo è un mondo che si muove a grande velocità e l’offerta formativa istituzionale non riesce a evolversi altrettanto rapidamente”.

Come si svilupperà la due giorni di Digitalization?

Con Francesco Facchinetti (fondatore della Newco Management, ndr), che ha organizzato con me Digitalization, abbiamo messo insieme le rispettive esperienze in ambito digitale, che del resto sono complementari. Lui è legato al mondo degli influencer, mentre io ho portato la mia esperienza d’agenzia nell’acquisizione dei clienti. L’obiettivo comune è quello di far comprendere quali sono i meccanismi corretti che portano un’azienda che opera su internet a muoversi nel modo più corretto. Per farlo abbiamo deciso di evitare troppa teoria, ma di far parlare direttamente i protagonisti del digitale: influencer, startupper e professionisti che sono riusciti a emergere proprio grazie al web. Tutte persone che spiegano cose che hanno realizzato in concreto. La forza dell’incontro è poi il collegamento fra i diversi interventi che garantisce al pubblico un percorso completo per la costruzione del business digitale. Il ricco panel dei relatori è molto variegato. Per darvi un’idea si va dalla webstar Sebastian Gazzarrini, nato online e diventato inviato delle Iene, a Daniele Ratti, fondatore e ceo di una realtà imprenditoriale di successo come Fatture in Cloud.

 

 

Qual è oggi il modello di business che funziona nel mondo digitale? Quali gli errori da non commettere?

Esistono diversi modelli ugualmente validi per il digitale. Ma non è questo il punto. Tanti parlano di business online e uno dei consigli che più volte ho sentito è quello di partire dalle proprie passioni. Si tratta di un falso mito. Questo è l’errore da non commettere. Chi fa business deve partire dal mercato e incrociare la sua proposta con i bisogni delle persone. Intercettare un desiderio inappagato, oppure cogliere un’inefficienza e proporre una soluzione. Non servono necessariamente rivoluzioni, a volte per ottenere grandi risultati è sufficiente migliorare qualcosa che già esiste, a patto che vada a soddisfare un bisogno reale.

Quanto può essere utile per chi fa impresa in questo nuovo scenario lavorare sul personal branding?

Direi che ormai rappresenta un elemento fondamentale per fare impresa. Basti pensare all’esempio di Tesla e a quanto pesa una figura come quella del suo fondatore Elon Musk. O alle recenti elezioni americane, vinte da Trump puntanto sul suo personal brand e su un marketing scientifico. E non funziona solo su larga scala. È un elemento che aumenta la credibilità di un’azienda, o di un progetto, portando valore tangibile, a tutti i livelli.

Lei è ceo di Hotlead. Come si posiziona sul mercato la sua agenzia? Qual è stato l’andamento del 2017?

Hotlead si muove sul mercato con un posizionamento molto specifico. È un’agenzia che si occupa di lead generation ed è specializzata nell’acquisizione di potenziali clienti. Per noi il 2016 è stato un anno di grande sviluppo a livello geografico. Oggi siamo presenti in Europa, Nord America e Russia. Hotlead è la linfa vitale del nostro gruppo di aziende che, in pochi anni, abbiamo fatto nascere e crescere, raggiungendo un fatturato di 10 milioni di euro nel 2017. Per quest’anno l’obiettivo è quello di confermare questi trend di crescita e lo stiamo facendo cercando di offrire un servizio sempre più premium. Stiamo lanciando anche nuove soluzioni come Social Star, nell’ambito dell’influencer marketing e Soldout, un software in grado di supportare nelle attività di marketing online tutte quelle aziende, che operano a livello locale e che hanno bisogno di espandersi acquisendo nuova clientela. Il web marketing è un mondo totalmente in espansione e fluido, perché riesce ad adattarsi a esigenze e realtà imprenditoriali molto diverse tra loro: l’importante è conoscerne gli strumenti adattandosi costantemente al mercato.