Food&beverage: ossessione digitale

21 marzo 2018

Come cambiano i comportamenti dei consumatori di cibo e bevande per l’impatto del digitale

di Massimo Cortinovis


Noi italiani spendiamo mediamente 2 ore e 5 minuti al giorno a mangiare, secondo Paese al mondo dopo la Francia. Per comparazione, la media mondiale è 1 ora e 30 minuti; gli americani spendono poco più di 1 ora in tale attività (fonte: OECD). La spesa media mensile di una famiglia italiana per l’alimentazione si attesta vicino ai 500 euro, costituendo la voce più importante dopo quella relativa all’abitazione (fonte: ISTAT).

Spendiamo molto del nostro tempo e dei nostri soldi in un’attività a noi cara, le cui modalità stanno

cambiando velocemente da quando il digitale è entrato nelle nostre abitudini quotidiane introducendo nuovi comportamenti e aspettative.

Un recente studio dell’agenzia DISKO (disko-agency.it) ha analizzato l’evoluzione di questi comportamenti e aspettative, evidenziando una serie di trend e casi di riferimento interessanti, quando non sorprendenti! Vediamone alcuni, estratti dal lungo ed esaustivo studio.

I giovani sono ossessionati dal cibo! E lo considerano un’esperienza da preferire ad altre.

Infatti il 52% dei millennial preferisce andare a un evento culinario che a un festival musicale, il 62% preferisce spendere i suoi soldi per provare un nuovo ristorante piuttosto che per comprarsi un paio di scarpe e il 40% usa un’app per monitorare le sue abitudini alimentari.

L’online è presente pesantemente nei loro comportamenti: il 44% dei loro acquisti di cibo e bevande avviene infatti online.Interessante anche notare l’attenzione all’aspetto salutistico del cibo: il 90% dei giovani ritiene che mangiare sano sia un pilastro per il benessere ed il 42% dei vegani hanno età compresa fra i 15 e i 34 anni.

Avete un ristorante? Sappiate che il 30% dei millennial vi eviterà se la vostra attività su Instagram è povera e deludente.

Il digitale è entrato pesantemente nei comportamenti legati al cibo

Nel 2017 il numero di ricerche relative al cibo effettuate su YouTube è stato… 1,5 miliardi! Il 39% dei consumatori leggono abitualmente i food blog e oltre il 70% di loro vi si affida per scoprire ricette interessanti. Una persona su due condivide foto di cibo sui social network: nel 2017 le foto su instagram con #food sono state 300 milioni. Per comparazioni quelle con #travel sono state 57 milioni. E non è un caso se Apple nel suo recente sistema operativo per iPhone/iPad ha introdotto 88 nuove emoji dedicate al cibo.

Un nuovo linguaggio digitale per cibi e bevande

Questi trend digitali del comportamento dei consumatori hanno richiesto un’evoluzione del linguaggio che le marche utilizzano per parlare di cibi e bevande. Wendy’s ha creato con Tenor un set di GIF dedicate ai suoi prodotti. Aziende come Kellogg, Tesco, Chobani, sono diventate maestre nella creazione di contenuti ottimizzati per Instagram e le veloci e divertenti ricette di Whole Foods, Nestlé e dell’italianissima Polenta Valsugana raggiungono gli utenti in maniera nuova sui loro smartphone ridefinendo gli standard dei formati video pensati per i social network.

L’importanza degli influencer

Se c’è un ambito nel quale le nuove ‘star’ del sistema sono i blogger, questo è sicuramente quello del cibo. Chiara Maci è personaggio dalla notorietà, almeno in Italia, pari a quella Chiara Ferragni. L’americana Ree Drummond raggiunge oltre 7 milioni di persone sui social network. Rosanna Pansino ha 3,4 milioni di follower su Instagram. Il coinvolgimento degli utenti. L’acronimo ‘UGC’ (User Generated Content) entra spesso nelle strategie di marketing digitale dei brand food. Aziende come Starbucks e Burger King ne hanno fatto un pilastro della loro comunicazione, attivando gli utenti nella creazione di enormi quantità di contenuti riutilizzati sui propri social network.

Il peso delle recensioni

Non è una novità: chi non consulta Tripadvisor o Yelp prima di scegliere un nuovo ristorante? Anche se a volte i loro algoritmi sono stati “hackerati” per ottenere visibilità immeritate. Noto il caso di un ristorante londinese in cima alla classifica di Tripadvisor che…semplicemente non esisteva! Si trattava di un fake costruito ad arte.

È un bel periodo per occuparsi di comunicazione in campo cibo&bevande: i veloci cambiamenti dei comportamenti da un lato e le continue innovazioni in ambito digitale dall’altro aprono infinite opportunità. Ma costituiscono anche un rischio per chi non saprà adeguarsi velocemente, anche uscendo dagli schemi ed osando!