Gare ‘al buio’: quando qualcuno accende la luce

19 marzo 2018

Giorgio Cattaneo

di Andrea Crocioni


Una piccola provocazione che fa bene al mercato. È quella che lo scorso 15 marzo ha lanciato via Twitter Giorgio Cattaneo.

Il ceo dell’agenzia MY PR ha deciso di utilizzare il popolare social media per spingere sul tema della trasparenza delle gare con un’azione concreta.

Lo ha fatto con un tweet ed evitando di parlare di ‘massimi sistemi’, ma mettendosi in gioco, parlando direttamente del proprio business e delle attività della sua società di comunicazione.

Con un’immagine del suo team e poche parole, infatti, Cattaneo ha praticamente annunciato il coinvolgimento della sua agenzia nella gara di Salesforce, società statunitense leader per eccellenza nel campo delle soluzioni CRM.

In palio l’incarico per la gestione delle pubbliche relazioni in Italia. È ovvio che si trattati per la struttura di un pitch molto importante.

 

 

In un mercato dove molto spesso le agenzie si lamentano a posteriori, o solo fra le ‘quattro mura’ dell’ambito associativo, delle ‘gare al buio’ – quelle dove le agenzie vengono coinvolte senza conoscere i nomi dei propri competitor – quello di Cattaneo appare come un invito esplicito a ‘dichiararsi’ a tutti quei colleghi coinvolti nel processo di selezione.

Con questa iniziativa, in un modo po’ disruptive, l’imprenditore della comunicazione ha voluto tirare fuori un messaggio utile per tutta l’industria della comunicazione, visto che una problematica di questo tipo non è a esclusivo appannaggio delle gare di pr, ma riguarda i pitch di advertising e anche, seppur in misura minore, quelle media.

Vedremo nei prossimi giorni quanti risponderanno al suo invito a metterci la faccia. Cattaneo lo ha fatto con garbo e quel pizzico di creatività e di incoscienza che non guastano mai, soprattutto se si voglio cambiare davvero le cose.