Eletto Prodotto dell’Anno 2018: iscrizioni in crescita. Le pmi vettori di innovazione

16 marzo 2018

Simonetta Flores

Intervista a Simonetta Flores, Amministratore Unico di Marketing e Innovazione Italia

di Andrea Crocioni


Eletto Prodotto dell’Anno celebra la sua tredicesima edizione con il vento in poppa.

Siete reduci da anni di crescita, anche importante.

Eletto Prodotto dell’Anno continua a crescere: abbiamo raggiunto le 63 categorie. Sempre più aziende colgono l’opportunità di partecipare: il 42% degli iscritti è rappresentato da realtà nuove. Figurano ben 58 nuovi brand. Un altro dato interessante riguarda le piccole e medie imprese, una parte essenziale del tessuto imprenditoriale italiano. Il 42% degli iscritti rientra proprio in questa categoria. Probabilmente le pmi sono quelle che, grazie alla propria flessibilità, sono capaci di adeguarsi ai cambiamenti e raccogliere per prime le esigenze del consumatore. Guardando ai comparti, il più rappresentato è come da tradizione il Food, che raggiunge quasi la metà del totale. Segue il Non-Food con un 20%. A scalare Personal Care, Elettronica e Farmaceutica. Una bella sorpresa sono i Servizi. L’esordio è dello scorso anno e nel 2018 c’è stato un incremento delle adesioni, tanto che sono state create tre categorie ad hoc. Questo è il segno dei tempi e della rivoluzione digitale. Si sono moltiplicati quei servizi innovativi che grazie alla tecnologia semplificano la nostra vita quotidiana.

Avete identificato un fil rouge che caratterizza questo 2018?

C’è una tendenza forte che riguarda in particolare il mondo del Food: i consumatori stanno cambiando abitudini alimentari. I segnali sono una crescente ricerca del bio, assortimenti ampliati in questo senso, con interi scaffali dedicati, e prezzi che stanno diventando sempre più accessibili. È un trend che viene da lontano, ma che ora è uscito dalla nicchia. I consumatori orientano le proprie scelte a seconda della provenienza e della sostenibilità delle materie prime. In questo scenario brilla la stella dei superfood, presenti in tanti prodotti alimentari candidati. Parliamo di ingredienti inseriti nelle ricette di molte referenze: dalle farine al cioccolato ai preparati per bevande calde fino ad arrivare ai burger vegetali, alla frutta secca e addirittura agli integratori. Siamo usciti dall’idea privativa e salutistica: questi prodotti sono anche buoni e attraenti, anche a livello visivo, con pack sempre più curati. Questa rinnovata cultura alimentare sta moltiplicando domanda e offerta.

Uno degli elementi chiave che condiziona gli acquisti è l’innovazione. Quali sono in questo senso le attese dei consumatori?

Per gli italiani il contenuto di innovazione è un elemento essenziale per decretare il successo di nuovi prodotti. Questo naturalmente è uno stimolo per le aziende che si devono sempre più adattare a questa richiesta dei consumatori che, rispetto al passato, sono sempre più consapevoli e informati. Hanno voglia di sperimentare e sono addirittura disposti a cambiare punto vendita per trovare un assortimento più ampio e persino a pagare qualcosa in più. Il trend più importante, comunque, rimane la ricerca della ‘qualità al giusto prezzo’, con uno sbilanciamento verso la qualità. Questo è il driver di innovazione più importante per il 40% dei consumatori. Un’altra tendenza è quella che vede una sempre più attenta pianificazione degli acquisti. Abbiamo visto che il 33% dei consumatori si informa sul web prima di comprare un prodotto. Una sete di informazione che viene soddisfatta anche davanti allo scaffale, anche con il supporto dello smartphone. Questo allunga i tempi di permanenza nei punti vendita. Siamo di fronte a un consumatore molto più riflessivo e ad acquisti più razionali.

Quali categorie di individui si dimostrano più sensibili all’innovazione?

Il trend è trasversale: l’86% dei consumatori italiani è attratto dall’innovazione. Va detto che le donne sono più propense a sperimentare nuovi prodotti, siamo un 88% contro l’83% degli uomini. In termini di fasce d’età, i più sensibili sono i millennials (89%).

Le aziende come rispondono in concreto a questa domanda di innovazione?

L’unica cosa che possono fare è essere molto attente al mercato e molto reattive. Cercare di capire velocemente quali sono le esigenze del consumatore e creare valore intorno a questo.

Nel 2017 è cresciuta la riconoscibilità del Logo Eletto Prodotto dell’Anno. Quanto conta per il consumatore essere ‘rassicurato’ da un marchio come il vostro?

L’awareness ha raggiunto l’87%. La riconoscibilità del Logo è passata dal 76% all’80%. Il patrimonio valoriale di Eletto Prodotto dell’Anno è racchiuso nella sua semplicità. Il nostro Logo crea fiducia perché quel prodotto è stato scelto da migliaia di consumatori. Sullo scaffale fa la differenza. Il 72% dei consumatori dice che è più propenso ad acquistare un prodotto se porta il Logo di Eletto Prodotto dell’Anno. Ma non solo: anche una campagna aumenta la propria credibilità. L’82% si fida di una pubblicità con il logo di ‘Eletto’, mentre la fiducia si ferma al 49% per una pubblicità in generale. Si tratta di un benefit ormai utilizzato a 360° dalle aziende: dai pack ai social, al sito internet e alle fiere. Ma non solo. Per le pmi può rappresentare un punto di forza nei rapporti con la grande distribuzione.


Sono 63 i prodotti e servizi ‘incoronati’ Eletto Prodotto dell’Anno

12.000 consumatori hanno eletto i Prodotti dell’Anno 2018 attraverso la più importante ricerca di mercato sull’innovazione.

L’indagine, condotta da IRI, istituto indipendente e leader mondiale, si basa su un panel rappresentativo della popolazione italiana.

Sono 63 i prodotti e servizi che possono fregiarsi del Logo Eletto Prodotto dell’Anno in tutte le proprie comunicazioni nel 2018 (sul packaging, sito internet, fiere, punto vendita, tv, stampa, newsletter, social media, affissioni, radio etc).

Dalla ricerca, condotta a settembre, emerge come per gli italiani l’innovazione sia un elemento fondamentale per il successo dei nuovi prodotti. Lo scenario dei consumi è mutevole e frenetico e impone alle imprese di adattarsi alla nuova domanda del consumatore.

Consumatore che è più consapevole nelle scelte e più informato, disposto a sperimentare nuovi prodotti, a cambiare punto vendita e a pagare di più per godere di una vera innovazione.

La qualità al giusto prezzo resta il primo driver d’innovazione per il 40% dei consumatori, che però sceglie prodotti innovativi sempre più in base alla qualità e al valore percepito del prodotto oltre che al prezzo.

Considerata la tendenza dei consumatori a pianificare gli acquisti di categoria, abbiamo ampliato la ricerca e chiesto agli stessi se hanno consultato internet per decidere i loro acquisti prima di recarsi nei negozi: è emerso che il 33% dei consumatori si informa sul web prima di fare acquisti, documentandosi online da casa e attraverso lo smartphone all’interno dei punti vendita.

Aumentato anche il tempo di permanenza davanti allo scaffale: il Logo – che crea fiducia e rassicura mostrando la scelta di altre migliaia di consumatori – diventa così fondamentale per attirare l’attenzione e aumentare la propensione dei consumatori all’acquisto.

L’innovazione di prodotto infatti è segnalata dal logo rosso e bianco di Eletto Prodotto dell’Anno.

Il Logo, in questo contesto, diventa un punto di riferimento per i consumatori: l’87% conosce il Logo di Eletto Prodotto dell’Anno e il 72% è più propenso ad acquistare un prodotto con questo Logo.

Sempre più aziende colgono l’opportunità di candidare al Premio le proprie innovazioni: quest’anno il 42% degli iscritti è costituito da aziende nuove alla partecipazione e, del totale, il 42% sono pmi.

Queste ultime riescono a essere più flessibili rispetto alle grandi nel sapersi adeguare ai cambiamenti e a saperli cogliere, hanno maggiore necessità di sperimentare e sono spesso più vicine ai bisogni del consumatore. 58 invece sono stati i nuovi brand in gara.

 

 

I consumatori possiedono ormai una mentalità globale, ma sovente il loro desiderio di acquistare prodotti local favorisce le aziende che garantiscono un maggiore legame tra l’offerta e il senso di appartenenza alle comunità locali.

Le abitudini alimentari stanno cambiando, si registra una forte tendenza a consumare prodotti biologici. I consumatori orientano le proprie scelte anche in base alla provenienza e alla sostenibilità delle materie prime.

La scelta del bio ha preso sempre più piede anche grazie agli assortimenti più ampi, con scaffali dedicati e prezzi sempre più accessibili grazie alle economie di scala.

I nuovi stili alimentari sono una realtà evidente: vegetariano, vegan, organic, raw, free from, nuove parole che entrano ogni giorno nei nostri carrelli e sulle nostre tavole. L’Healthy food è ormai sdoganato e oggi si presenta con packaging molto attrattivi.

I consumi veg infatti, oltre ai risaputi aspetti nutrizionali e salutistici, sono diventati un fenomeno cool: non si tratta più di un consumo di nicchia, limitato a pochi fobici, che sostengono esclusivamente il vecchio motto “perché fanno bene”, ma siamo passati a una strategia del “sono buoni e attraenti” dove non sono solo ragioni etiche o salutistiche a facilitare la prova e l’acquisto.

Infatti, quella che a prima apparenza poteva sembrare solo una moda di passaggio, si sta affermando come una vera e propria cultura alimentare che sta mutando radicalmente l’offerta e la domanda nel mercato.

I 63 Eletti sono stati ufficializzati durante la premiazione che si è svolta ieri all’Alcatraz di Milano.

La premiazione, patrocinata da Commissione Europea, GS1 Italy e Osservatorio Immagino, AICE, UPA, IAB, IAA, Unicom e Assocom, e che vede TVN Media Group fra i media partner, ha coinvolto più di 500 personalità del mondo dell’industria, della distribuzione, nonché della stampa e della comunicazione.

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