GEDI, raccolta adv a 390 milioni (+5,7%) con radio a +5% e web a +2,3%

6 marzo 2018

Marco De Benedetti

Nel 2018 sviluppo delle attività digitali e implementazione di razionalizzazioni. Trattativa in corso per la cessione del 30% di Persidera

Si è riunito ieri a Milano, presieduto da Marco De Benedetti, il Consiglio di amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale che ha approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2017 presentati dall’amministratore delegato Monica Mondardini.

A seguito del controllo di GEDI sul Gruppo ITEDI editore dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX (operazione di integrazione perfezionata il 27 giugno 2017), il conto economico di GEDI comprende l’editore dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX dall’1 luglio 2017.

Quale operazione propedeutica a tale integrazione, nel corso del quarto trimestre del 2016, al fine di rientrare nei limiti di concentrazione previsti dalla legislazione vigente per il settore dei quotidiani, il gruppo aveva proceduto al deconsolidamento di 5 testate locali, mediante la vendita di 4 di esse (Alto Adige, Il Trentino, Il Centro e La Città di Salerno) e la cessione in affitto della restante (La Nuova Sardegna).

Per garantire la comparabilità dei dati, è stato quindi elaborato per il 2016 un conto economico a perimetro equivalente, ossia senza i risultati delle testate cedute e con i risultati del secondo semestre del Gruppo ITEDI.

I dati seguenti sono riferiti al pari periodo del 2016. I ricavi consolidati, pari a 633,7 milioni di euro, sono aumentati dell’8,2% e si sono mantenuti sostanzialmente stabili a perimetro equivalente (-0,1%).

I ricavi diffusionali, pari a 201,7 milioni di euro, sono in leggero aumento (+0,8%) e risultano in flessione del 7,1% a pari perimetro, in un mercato che ha continuato a registrare una significativa riduzione delle diffusioni dei quotidiani (-8,8%). I ricavi pubblicitari, pari a 390,1 milioni di euro sono cresciuti del 13,7%; la crescita a perimetro equivalente è stata del 5,7%, con una flessione del 3,3% sui mezzi del gruppo e un incremento significativo delle concessioni di terzi, tra cui Radio Italia e le testate La Stampa e Il Secolo XIX (la cui raccolta di pubblicità nazionale è passata al gruppo dall’inizio del 2017 e per il primo semestre dell’esercizio è stata classificata quale raccolta per terzi).

Con riferimento ai mezzi del gruppo, la raccolta su radio è cresciuta del 5,0%, confermando l’evoluzione positiva già riscontrata nel precedente esercizio, quella su internet ha mostrato una crescita del 9,9% (+2,3% a perimetro equivalente), con un andamento migliore di quello del mercato.

La raccolta su stampa ha registrato un aumento del 4,8% (-7,3% a perimetro equivalente, in linea con l’andamento generale della raccolta dei quotidiani).

Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 53,2 milioni di euro, importo significativamente maggiore rispetto al dato del 2016 (43,7 milioni di euro), anche a perimetro equivalente (46,1 milioni di euro).

Il risultato operativo consolidato è stato pari a 28,7 milioni di euro, in crescita rispetto al risultato del 2016 (22,4 milioni di euro), anche a perimetro equivalente (22,5 milioni di euro).

Il risultato delle attività cessate e destinate alla dismissione include 8,2 milioni di euro a titolo di corrispettivo differito per la cessione di All Music a Discovery, avvenuta a gennaio 2015.

Il risultato netto consolidato è negativo per 123,3 milioni di euro, a fronte di un utile di 10,4 milioni di euro nel 2016.

L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2017 ammonta a 115,1 milioni di euro, dopo l’esborso fiscale di 140,2 milioni di euro per la definizione del contenzioso relativo ai benefici fiscali derivanti dall’operazione di riorganizzazione societaria del Gruppo Editoriale L’Espresso realizzata nel 1991).

Il risultato netto consolidato, per effetto dell’onere fiscale sopra menzionato, è negativo per 123,3 milioni di euro, a fronte di un utile di 10,4 milioni di euro nel 2016.

Per quanto riguarda l’andamento dei primi mesi del 2018, le evidenze a oggi disponibili non consentono di prevedere evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno caratterizzato il 2017 – spiega la nota ufficiale diffusa ieri dal gruppo -. In tale contesto, il gruppo si impegnerà nel conseguimento di tutti i vantaggi derivanti dall’operazione di integrazione con ITEDI, nello sviluppo delle attività digitali e nella permanente implementazione di razionalizzazioni volte a preservare la redditività in un mercato strutturalmente difficile.

Successivamente alla chiusura dell’esercizio, la società ha ricevuto un’offerta vincolante per l’acquisto di Persidera, di cui detiene il 30%.

L’offerta non è stata considerata in linea con le aspettative e pertanto è stata rifiutata. Sono attualmente in corso contatti con altri investitori, le cui eventuali offerte saranno valutate dalla società.