Procter & Gamble taglia ancora i costi di agenzia: entro il 2021 ridurrà le spese di 400 milioni

26 febbraio 2018

David Taylor

Il lavoro delle agenzie creative è davvero efficace? Da tempo Procter & Gamble non si sta solo interrogando sul quesito, ma è passata ai fatti tagliando drasticamente la spesa in pubblicità.

Negli ultimi tre anni uno tra i più importanti big spender del mercato ha ridotto la spesa in adv di 750 milioni di dollari. E ora si prepara a tagliare i costi di agenzie e produzione di altri 400 milioni di dollari entro il 30 giugno 2021.

Ad annunciarlo durante una presentazione agli investitori è stato il chairman e ceo della multinazionale David Taylor.

Dopo aver tagliato nel 2015 il 60% delle collaborazioni con la agenzie con cui P&G lavorava, la multinazionale si prepara a dare un’altra sfoltita portando la percentuale all’80%. Ma alle poche agenzie privilegiate P&G ha annunciato di voler allargare i propri orizzonti e dare voce anche a progetti open source.

L’azienda ha fatto infatti sapere che in futuro potrebbe valutare anche l’opzione di piattaforme di crowd-sourcing. Nell’arena di P&G le agenzie di riferimento della multinazionale saranno messe alla prova sfidandosi con altre sigle.

“In futuro, intendiamo adottare un approccio più equilibrato per i progetti – ha dichiarato il portavoce Tressie Rose -. Questo significa che ci affideremo sia ai nostri attuali partner, sia ad altre agenzie del nostro roster per gli incarichi basati su singoli progetti”. Anche Unilever da tempo ha intrapresola stessa strada di ridimensionamento dei costi e valutando il mezzo su cui vengono erogate le pubblicità.