Gli italiani si informano su Facebook e Google. Cala la reputazione dei media

21 febbraio 2018

Gli italiani sono, popolo di santi, poeti e soprattutto navigatori del web.

Secondo gli ultimi dati Agcom i cittadini della Penisola accedono all’informazione online prevalentemente attraverso fonti algoritmiche, in particolare social network e motori di ricerca, consultate dal 54,5% della popolazione, mentre si registra una minore fruizione delle fonti editoriali, ovvero il 39,4% (siti web e applicazioni di editori tradizionali).

Peraltro, il 19,4% della popolazione indica una fonte algoritmica come la più importante all’interno della propria dieta informativa.

Il 95% degli italiani si tiene costantemente informato attingendo da più fonti, anche se i social sono i preferiti, ma anche ritenuti poco affidabili.

Lo studio, svolto tra l’altro sulla base dei risultati di un’indagine condotta nel 2017 da GfK Italia per l’Autorita su un campione di oltre 14.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, ha messo in luce alcune principali evidenze.

 

La quasi totalità della popolazione italiana accede ai mezzi di comunicazione anche al fine di informarsi e oltre l’80% dei cittadini accede all’informazione regolarmente (tutti i giorni).

Spicca, in special modo, la rilevanza accordata a motori di ricerca e social network, che rappresentano rispettivamente la terza e la quarta fonte informativa più volte reputata come la più importante per informarsi, considerando la totalità dei mezzi di comunicazione (classici e online).

Facebook rappresenta il principale social network in Italia anche per informarsi, utilizzato a questo scopo dal 30% dei cittadini, mentre Instagram (utilizzato a fini informativi dal 6% degli utenti italiani) è stata recentemente scoperta anche da personaggi politici e giornalisti, tanto da superare Twitter nella dieta informativa online degli italiani.

Nonostante soltanto il 5,8% degli utenti acceda a Twitter a fini informativi, la piattaforma di ‘microblogging’ rimane ancora un riferimento saldo per politici, giornalisti e influencer di vario genere.

Le piattaforme e i portali di aggregazione di notizie, come Google News, rappresentano ormai importanti fonti di informazione per gli utenti italiani, visto che il 16,4% dei cittadini dichiara di utilizzarli a tale scopo.

Anche i cittadini utilizzano sempre più il formato video, e YouTube è una delle piattaforme web più utilizzate, con l’11,2% degli utenti che la consulta a fini informativi.

Tra le fonti algoritmiche, tuttavia, si riscontra una minore affidabilità percepita, in particolare per i social network, ritenuti affidabili o molto affidabili da meno del 24% di chi li consulta per reperirvi informazioni.

Internet svolge un ruolo di primo piano nella dieta mediatica dei soggetti minorenni. Circa un quarto dei minori o non si informa, o lo fa utilizzando un solo mezzo di informazione, che molto spesso è proprio il web.

I minori, peraltro, si rivelano grandi consumatori di social network a scopi informativi: infatti, più della metà di coloro che si informano su Internet li utilizza a tale scopo (55,8%).

La televisione si conferma ancora il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite.

Dall’analisi dei dati di GfK Italia si osserva come, nel 2017, la televisione confermi la propria rilevanza comunicativa, raggiungendo nel giorno medio il 91,3% della popolazione e posizionandosi al primo posto.

Segue la radio, che, con il 51,8% di popolazione raggiunta nel giorno medio, si colloca prima sia di internet che, comunque, presenta una frequenza di accesso nel giorno medio pari al 49,7%, sia dei quotidiani, ai quali accede il 28,5% della popolazione di riferimento.

I quotidiani, benché consultati per informarsi tutti i giorni da meno del 20% di individui, guadagnano terreno se si considera una frequenza di lettura meno ravvicinata nel tempo, raggiungendo ancora livelli di accesso non eccessivamente distanti da quelli di internet e della radio.

La forza informativa di internet è comunque in ascesa: sempre più persone si affidano al mezzo anche per reperirvi informazioni (tanto da farlo balzare al secondo posto per frequenza di accesso quando la finalità d’uso è informativa) e oltre un quarto della popolazione lo reputa il più importante per informarsi.

Tuttavia, l’attendibilità percepita delle fonti informative online rimane mediamente inferiore rispetto all’affidabilità riscontrata per le fonti tradizionali.

Il report sottolinea che “da un decennio almeno il sistema informativo ha iniziato a mostrare difficoltà a sostenere i propri costi. Ne hanno fatto le spese, per primi, i mezzi tradizionalmente di sola informazione, quali quotidiani e periodici. La riduzione dei ricavi sottostante all’affermazione di un modello informativo online e gratuito ha così indotto gli editori a tagliare costi e investimenti nel prodotto informativo, innescando una spirale che si è riflessa sulla qualità dell’informazione e quindi sulla reputazione del mondo dei media”.

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