Unilever affronta Google e Facebook: “Stop all’adv se non cambiate rotta”

14 febbraio 2018

Unilever fermerà la spesa adv sulle piattaforme digitali che “creano le divisioni nella società o non proteggono i bambini”.

Lo ha annunciato lunedì scorso Keith Weed, chief marketing officer della multinazionale, nel corso di uno speech allo IAB Annual Leadership Meeting a Palm Desert, in California.

Il suo discorso è stato però fatto pervenire con molte ore di anticipo alle principali testate giornalistiche inglesi e americane.

Il colosso anglo-olandese di prodotti di largo consumo (tra cui i gelati Algida, i saponi Dove, i dentifrici Mentadent, i prodotti per la casa Cif, Svelto e Lysoform, e il te Lipton) e secondo inserzionista pubblicitario del mondo dopo Procter & Gamble, ha avvertito Facebook, Google e gli altri protagonisti di questo mercato di cambiare rotta altrimenti diserterà quei canali.

La richiesta è quella di controllare con molta maggiore attenzione la diffusione delle fake news o di contenuti deleteri (pornografia, razzismo, reclutamento di terroristi e altro ancora) che possono tradursi in danno economico per i brand.

Weed ha dichiarato: “Non possiamo continuare a puntellare una catena di comunicazione digitale che a volte è una palude in termini di trasparenza. Unilever non investirà in piattaforme che non proteggono i nostri bambini, che creano divisioni nella società o promuovono rabbia e odio”, confermando che “daremo la precedenza a investimenti solo in piattaforme responsabili che sono impegnate a creare un impatto positivo sulla società”.

Già un anno fa P&G indirizzò un avvertimento simile alle reti sociali, focalizzato sul danno causato da messaggi di organizzazioni terroriste come l’Isis, che non ebbe seguito.