Facebook sta invecchiando

14 febbraio 2018

Mark Zuckerberg

Facebook ha un problema. Un grosso problema: sta perdendo utenti. Secondo eMarketer, nel 2018, solo nel mercato degli Stati Uniti la piattaforma, fondata nel 2004 da Mark Zuckerberg, perderà 2 milioni di under 24, dopo i 2,8 milioni persi nel 2017.

Un brutto colpo per il suo creatore, che dopo lo scandalo sulla pubblicità politica comprata dalla Russia sul social media e la denuncia di Gizmodo che ha accusato il social di manipolare le notizie di stampo conservatore, è finito sulla copertina di marzo di Wired Usa raffigurato come un ‘Zuckerberg che ne ha prese tante’. La piattaforma comincia a dare i primi segni di cedimento.

I numeri di eMarketer parlano chiaro: dei giovani americani tra i 12 e i 17 anni sono stati meno della metà a usare almeno una volta al mese il social network.

Facebook a livello mondo continua ad aggiungere utenti mensili, ma sono quelli di età più avanzata i principali responsabili.

Il numero totale di utenti di Facebook negli Stati Uniti raggiungerà 169,5 milioni quest’anno, in rialzo di poco meno dell’1% dal 2017, ma la quota di utenti che accedono alla piattaforma continuerà a diminuire durante l’anno in corso.

Nel 2018 negli Usa, il numero di utenti Facebook di età inferiore a 11 anni diminuirà del 9,3%. Ma a diminuire saranno le fasce di utenti dai 12 ai 17 anni e dai 18 ai 24, rispettivamente del 5,6% e del 5,8%. Ma non tutti i giovani utenti stanno migrando su Instagram. EMarketer prevede che Instagram guadagnerà 1,6 milioni di utenti under 24 anni.

E nel frattempo Snapchat aggiungerà 1,9 milioni di utenti della stessa fascia di età, continuando così a mantenere il primato di utenti dai 12 ai 24 anni rispetto a Instagram. Tuttavia, negli Stati Uniti Instagram manterrà il primato rispetto a Snapchat. Il numero di utenti di Instagram ammonterà a 104,7 milioni nel 2018, in crescita del 13,1% su base annua.

Snapchat vedrà la sua base utenti aumentare del 9,3% a 86,5 milioni. Intanto Facebook cerca di correre ai ripari adottando nuove misure per contrastare le fake news e organizzando in modo diverso la presenza delle notizie nel flusso.

Frattanto i big spender pubblicitari come P&G e Unilever hanno minacciato di abbandonare le principali piattaforme digital come Facebook e Google se non si impegneranno a difendere i minori da contenuti potenzialmente nocivi e a rendere rendere più trasparente l’ecosistema digital (vedi notizia).