The Others punta sul Nord America. Francesco Levizzani nuovo Ceo in Italia

31 gennaio 2018

Francesco Levizzani

Paolo Torchio, fondatore e socio di maggioranza, esporta in Canada il modello dell’agenzia

di Andrea Crocioni


Ci sono le semplici agenzie e poi c’è The Others. La sigla pubblicitaria milanese, fondata nel 2005 da Paolo Torchio, in questi anni ha saputo mantenere la promessa contenuta nel proprio nome, ovvero la capacità di supportare i clienti con una proposta diversa rispetto al resto del mercato.

Un posizionamento preciso che da sempre ha i suoi punti di forza in un’offerta creativa coerente e concreta, mai fine a se stessa, e una consulenza improntata a un approccio schietto e diretto, in nome del ‘bene’ dei brand. Nel 2018 l’agenzia indipendente si appresta ad aprire un nuovo capitolo della propria storia.

A portare energie nuove al progetto dall’inizio di quest’anno, infatti, è arrivato Francesco Levizzani che fa il suo ingresso con la carica di ceo, ma entra anche nell’azionariato dove va ad affiancare lo stesso Torchio, che resta socio di maggioranza, e gli altri partner: l’executive creative director Arianna Niero, la general manager Elena Morandi e il cfo Marco De Angelis.

Levizzani proviene da Rainbow CGI, dove ricopriva la carica di direttore commerciale, e ha in curriculum importanti esperienze in alcune fra le principali agenzie pubblicitarie del nostro Paese.

“Il mio arrivo in The Others come amministratore delegato si lega al nuovo percorso di internazionalizzazione dell’agenzia che ha avuto la sua genesi nell’ultimo anno e mezzo”, spiega il manager.

“Da tempo Paolo Torchio stava guardando al di fuori dei nostri confini e in particolare al mercato nordamericano con l’idea di aprire un nostro ufficio – prosegue -. Ora quella che era solo un’idea si è trasformata in qualcosa di concreto. Così è nata The Others Canada, sede che sarà guidata proprio dal nostro founder in prima persona. Questo passo, però, ha reso necessario un passaggio di consegne in Italia, dove non poteva mancare un presidio quotidiano”.

In un mercato complesso come quello del nostro Paese, reduce da anni di crisi, The Others si presenta come un’agenzia in salute.

“A Milano possiamo contare su un team di 17 persone – racconta Levizzani -. Abbiamo un buon portafoglio clienti, con alcuni rapporti di lunga durata che in questo scenario rappresentano sicuramente un valore aggiunto, e abbiamo un fatturato stabile che si aggira intorno al milione e mezzo di euro. Il punto di partenza, dunque, è sicuramente positivo, ma sappiamo benissimo che non ci si può sedere. Per questo il mio primo obiettivo è quello di sostenere e rafforzare il nostro brand e puntare forte sul new business, che seguirò in prima persona, ribadendo prepotentemente la presenza di The Others nel circuito delle gare. Sul fronte dell’offerta siamo un’agenzia a servizio completo. Il nostro reparto creativo si muove con agilità dall’advertising tradizionale al btl, fino al digitale e ai social; un’area, quest’ultima, che vogliamo ulteriormente rafforzare. Abbiamo al nostro interno anche un reparto produzione e questo può rappresentare un indiscusso vantaggio per chi sceglie di lavorare con noi”.

Fra i principali clienti di The Others figurano: Generali Italia (comunicazione interna), Gruppo Stock, Gruppo Tavola e il brand di orologi Mazzucato.

“La volontà – prosegue il ceo – è quella di ampliare il nostro portfolio per presidiare settori come automotive, telefonia, food, energia e broadcasting, andando anche a capitalizzare contatti e relazioni che ho costruito in oltre vent’anni di lavoro nella industry della comunicazione”.

Ma quali sono i ‘valori’ che oggi rendono The Others la scelta giusta per un’azienda? “Sicuramente – risponde Levizzani – la seniority di una prima linea tutta operativa che si sposa con la visione nuova e la capacità di sviluppare pensiero laterale dei giovani talenti attivi in agenzia: un mix vincente che ci consente di presentarci alle aziende come degli autentici partner strategici”.

Un altro punto di forza è la proiezione internazionale sulla quale conclude Torchio: “La nostra apertura in Nord America rappresenta solo un primo importante passo che ci spinge già a ragionare nell’ottica di un network capace di creare sinergie costanti e di attirare i migliori talenti dall’estero. Un progetto in costruzione che porterà benefici per tutti”.